Io, abitante di una generazione tradita, forse auto-tradita, oggi prendevo un caffè con un amico socialista. Una di quelle persone che ci credono ancora con la testa e col cuore, anche se non esiste più nemmeno un partito, anche se i suoi “compagni” continuano a dirsi socialisti e son finiti dappertutto e dentro ogni stanza e ogni idea. E lui era orgoglioso di quello che era stato e di quello che restava, ed era orgoglioso di un uomo orgoglioso, Pertini, e ne aveva portato una sua vecchia foto.
Mi ha costretto a ricordare quell’Italia anche se non avrei voluto farlo; oggi 3 maggio del duemilaotto. Chi era Pertini non sta certo a me ricordarlo, ma Pertini era anche quel vecchio buono solo per piangere ai funerali. Questo lo affermavano allora molti “compagni” del suo partito, non solo di base. Per me era anche l’orgoglio di “un italiano vero con un socialista per presidente“. Di un Italia che vinceva il mondiale di calcio e lui era lì con la squadra. E giocava a scopa con i calciatori. Lui, per gli italiani, era un presidente che sapeva farsi capire anche quando piangeva o taceva. Forse è anche per questo che il centro sinistra ha subito questa disfatta epocale: ha smesso di saper parlare con la sua gente.
Claudio Lolli: Piazza, bella piazza
Claudio Lolli: incubo numero zero



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Ciao. Ci siamo trovati a parlare di memoria e ognuno a modo suo di due belle persone..

Buona domenica
Julia