Con la crisi delle ideologie sembra che, almeno in Italia, sia definitivamente tramontata la funzione dei partiti, almeno dei partiti come venivano precedentemente intesi. In realtà vi è del vero dal momento che, se un partito è portatore (passivo) di una ideologia (e non solo gruppo di potere) e basa su quella (l’ideologia) le sue radici, con il venir meno di tale ideologia, verrebbe meno anche la sua ragione d’essere. Questo potrebbe essere il segno dei tempi che cambiamo, o che sono cambiati senza ce ne accorgessimo. Poi viene la seconda repubblica. Sembra sia arrivata anche la terza. Poi una dura lezione esemplificativa dalle urne. Restano macerie. La politica, come la fenice, cerca di rigenerarsi. Non la politica ma quelle cose chiamate, appunto, partiti che si arrogano il diritto di rappresentarla. In realtà non so se oggi mi piacciono questi contenitori chiamati partiti dove c’è dentro tutto cioè nulla; in realtà lo so e non mi piacciono; ma forse il motivo è che mi scopro improvvisamente “nostalgico”, anche se la parola “nostalgico” appartiene tutt’altro che alla mia cultura.
Allora e ancora resistenza; anzi desistenza. Ho il sospetto che non sia la storia, o le ideologie. Cos’è un partito? Certo il secolo breve è finito. Finito lasciando pochi rimpianti. Troppo turbolento per i gusti dei più. Troppo assassino, se mai vi è stata un’età della storia etica e serena; non imbarbarita. Oggi è difficile distinguere la vittima dal carnefice. La violenza si è propagata persino dal silenzio. Non riesco ancora ad immaginare un partito che, davanti (per puro esempio) ad una morte bianca, partecipa turbato alla funzione per la povera vittima e, nel contempo, invia la sua solidarietà al datore di lavoro (si noti che non è stato chiamato “padrone”). Certo non è più tempo di lotta di classe e non sempre un incidente sul lavoro è riconducibile a responsabilità precise e oggettive, nonché dimostrabili; ma non siamo mica gli americani. Certo è colpa di una realtà che è cambiata troppo velocemente e della mia testa, che assieme a tutto il resto, sta invecchiando.
Purtroppo la vera novità di questi ultimi anni non è Veltroni ma, le vere novità, continuano a girare attorno a Berlusconi. Con tutto il rispetto per una personalità che si sta dimostrando, al di là dei giudizi di parte, “geniale” mi sembra poco e, guardando dalla mia parte, la misura di una amara e pesantissima sconfitta, non condividendo le scelte e le politiche del cavaliere già psiconano. Dobbiamo comunque prendere atto che è stato lui, fautore di una dittatura morbida, quello che ha cambiato radicalmente le forme organizzative della politica; quello che ha risorto l’anticomunismo, che si credeva anacronistico, a murodiBerlino abbattuto; quello che è riuscito a far convivere interressi diametralmente opposti a difesa dei propri; quello che ha inventato il “partito uomo”; etc. Infondo, spiace dirlo, ci troviamo di fronte ad un conservatore, anche poco illuminato, che mette in atto un grande processo riformativo o comunque di trasformazione. Se noi, con spocchia tipica di certa sinistra, continuiamo a sottovalutare il presente e a valutare il piccolo principe e il suo popolo-elettore, come semplici esempi di ignoranza popolana e (sempre più) diffusa, temo potrà fare a lungo di questo parlamento un bivacco per le sue camicie azzurre e mercato di interessi corporativi.



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)

