Passata la commozione del primo momento. Vinta la riservatezza. Persa la voglia persino di sorridere. Un titolo cita: Tragedia di Mineo: “Non dovevano essere lì”.
Parrebbe, e dico parrebbe, che le loro sbadataggine si fosse spinta fino a recarvisi senza invito; sembra non sia proprio così, ma l’esatto opposto. Che poi non ci sarebbe miglior silenzio che quello per questo momento. Lo so che non cambia nulla. Lo so che la collera non è mai razionale. Certo ho amarezza. Spero mi sia ancora permesso almeno quella.
- E’ pur vero che siamo un paese civile e perciò non può più esistere, al giorno d’oggi, la lotta di classe.
- E’ pur vero che non esiste più il padrone ma solo l’imprenditore, qualche volta persino illuminato; quello che ci da il lavoro.
- E’ pur vero che non esiste più la classe operaia (spesso in ferie a Sharm El Sheik) e che il benessere è benessere per tutti, magari non allo stesso modo.
Però è altrettanto vero che esiste ancora la condizione operaia (non ditelo ai compagni, non vorrei disturbare i loro sonni, o che ne facessero campagna di propaganda) e che è una condizione non priva di rischi.
La conta dei morti di un solo giorno, quel maledetto giorno, sale a dieci (dieci). E’ una vera guerra e i caduti sono tutti operai; un vero esercito senza speranze. Una conta che, a mio avviso, è destinata ad aumentare. Una guerra che non perdona. Sarà anche il prezzo del progresso ma… almeno una volta c’era la rabbia, oggi c’è solo rassegnazione. E vorrei dire ad un amico, che non mi può leggere perché non sa: Gramsci non abita più là.



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)

La pena di morte in Italia esiste: è il lavoro
Sei operai morti in provincia di Catania, uno a Nuoro, uno ad Alessandria, uno ad Imperia … uno in ogni città …. Tutte queste persone legate da un’unica sorte: MORTI SUL LAVORO , condannati a morire da imprenditori senza scrupolo che vedono la sicurezza solo come un oneroso adempimento. Guai a spendere soldi per garantire ai lavoratori un lavoro dignitoso, l’importante è il profitto, anche se questo può provocare la morte di un uomo. Che importa, in fondo si tratta solo di operai ed in quanto tali degni solo di essere sfruttati, ridotti ad essere come automi dai ritmi stressanti che i datori di lavoro impongono, e come se non bastasse costretti a lavorare sempre in totale insicurezza. Troppo costoso dotare gli operai dei dispositivi di protezione individuali che avrebbero permesso loro di continuare a vivere, troppo costoso utilizzare una gru per spostare una centina in galleria, meglio un escavatore … il risultato di tutta questa speculazione si vede! E’ sotto gli occhi di tutti, ogni giorno tre, quattro persone muoiono a causa di questi comportamenti … e non basta … una volta che l’incidente è accaduto, si cerca anche di scaricare le proprie responsabilità sui lavoratori! “E’ colpa loro adottano sempre dei comportamenti scorretti … non riusciamo a far rispettare le norme agli operai.” Queste le vostre scuse … VERGOGNATEVI , VOI E QUELLI CHE VI DIFENDONO A SPADA TRATTA!! “Troppo pesanti le sanzioni inserite nel nuovo decreto legge sulla sicurezza …. Modifichiamolo, anzi eliminiamolo” Questo lo slogan delle associazioni imprenditoriali!! Lo stato condanna i responsabili di questi omicidi a pochi anni, mesi di reclusione e a qualche migliaio di Euro di sanzione (nelle poche volte in cui i veri responsabili sono puniti)… Voi però applicate ai lavoratori pene ben più severe: condannate gli operai ai “LAVORI FORZATI”, li condannate alla “PENA DI MORTE”…. Sono contrario alla pena di morte … ma qualche anno di “LAVORI FORZATI” magari nei vostri luoghi di lavoro ve lo farei fare volentieri!!
Non so… il tono del commento mi lascia perplesso, però…
é un tono di polemica rivolto soprattutto alle rappresentanze datoriali e naturalmente agli imprenditori. Ho avuto modo di sedere ad un tavolo di discussione, in occasione dello sciopero nazionale degli edili, con rappresentanti di Confindustria e quando si è toccato il tasto sicurezza è partita la polemica. Io asserivo che molte imprese associate a Confindustria , della mia provincia, eludono totalmente le norme di sicurezza ed anche quelle di igiene dei luoghi di lavoro. Il direttore mi ha risposto che escludeva categoricamente che questa mia affermazione fosse vera, anzi mi ha detto testualmente: ” non le permetto assolutamente di insinuare tali affermazioni, escludo categoricamente che vi sia una sola impresa a noi associata che non rispetti le norme di sicurezza. La invito a fare i nomi ed i cognomi di queste imprese, scommetto che non riuscirà a fornirli, perché la sua è solo una sterile polemica, fatta con l’intento di screditare la nostra associazione.” Ebbene ho fornito loro i nomi e non solo, pure le foto che documentavano ciò che io asserivo. Ci siamo incontrati nuovamente e questa volta anche in presenza degli imprenditori che, oltre ad essere rappresentati dai dirigenti dell’ associazione, si sono presentati con i propri consulenti. Fino all’ ultimo hanno negato l’evidenza, cercando di forviare il discorso, accusando il sottoscritto, che fra l’altro era anche un dipendente di una di queste imprese, di avere assunto con i propri datori un atteggiamento scorretto. Alla conclusione dell’ incontro, anzi dello scontro, si è arrivati alla conclusione di fare intervenire il Comitato Paritetico territoriale per fornire le indicazioni del caso qualora venissero riscontrati inadempimenti alle norme di sicurezza, in modo tale che l’impresa ponesse rimedio. Tutto questo al sottoscritto è costato il posto di lavoro, licenziato con la scusa di una sopraggiunta inidoneità alla mansione e non collocabilità nell’impresa. In effetti avevo già limitazioni e la mansione mi era già stata cambiata lo scorso anno. Ma le pressioni fatte al medico del lavoro hanno fatto si che da temporanee fossero diventate definitive. Peccato che queste limitazioni, dovute ad un intervento di artrodesi lombare, non sono peggiorate nel tempo, semmai il contrario. Concludo dicendo che, prima del C.P.T. sono arrivati gli ispettori ASL ed all’ impresa per la quale lavoravo hanno elevato sanzioni persino per l’assenza dei servizi igienici in cantieri stabili esistenti da più di trenta anni ed inoltre sono state destinati a demolizione cinque mezzi(pale gommate ed escavatori) perché totalmente fuori norma. Ieri , dopo lo sciopero a seguito della morte di un operaio si è tenuto un altro vertice, la posizione di confindustria non cambia, gli imprenditori non hanno colpe, semmai gli operai! Quando si dice ipocrisia. Paura delle sanzioni, se sono così sicuri che le imprese rispettino le norme di cosa devono avere paura, oppure sanno e , fatto i loro conti , meglio pagare misere sanzioni (tenendo conto anche la bassa probabilità che si ha di ricevere una ispezione, ossia 1 ogni 33 anni) come accadeva in precedenza che spendere soldi per garantire la sicurezza.
Non mi sveli novità.
Io cerco, modestamente, di fare una pagina satirica, quando ci riesco.
Nel mio piccolo sopporto, nel pubblico impiego, una pesante situazione di mobbing semplicemente per le mie idee politiche cioè per essere sempre stato orgogliosamente di sinistra. Ora mi chiedo quale.
Come noti però, se presti attenzione, anche attraverso i link (vedi quello dell’amico Marino sotto l’ESATTO OPPOSTO), cerco di richiamare a riflettere. Quando riparlerò di questa guerra (martedì in giornata) il link al tuo sito sarà all’interno del post
cordialmente e con tutto il rispetto
Mario DG
L’IPOTESI
Davanti a un manifesto
attaccato ed affidato
al suo biglietto in corso
mi accorgevo
di ogni cosa
e di chi disturbava
il mondo pubblico accorso-
Ma ero anche l’unico
insolente
che poi ha studiato
l’imponente ipotesi
del vivere nell’ignoranza
prigioniera dell’uomo impossibile-
di Maurizio Spagna
e con lui si è consacrato
Il Rotoversi.com
La cultura poetica in linea con la vita…
Verso i nostri sogni riversi ma scritti per sempre-
Un raccoglitore di poesia on line-
Maurizio Spagna
http://www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com
L’ideatore
Scrittore e Poeta-