Il razionale era uno splendido predatore di sogni. Avrebbe dovuto prestar fede ai consigli. Non ci doveva venire. Era stata incauta e curiosa. Forse solo incredula. Forse s’era fatta convinta di una forza che non possedeva. Le sembrava tutto così… impossibile. Invece… Non gli ci volle molto. Nel giro di poche parole lui aveva strappato tutte le braccia alle sue bambole. Aveva scelto per sé e per lei. Le aveva versato il vino. Cercava di insistere per farla bere. E parlava. Conosceva ogni risposta e tutte le spiegazioni. Glielo avevano detto, gli amici. Era solo che chiunque cercasse di diventare finiva per essere un assassino d’infanzia, impassibile e arido. Finiva per fare quel male e ferirsi della propria aridità. Così, pur amandola, la vide scapparlo e poi piangere. Sottrasse la mano. Lo odiava per quello. O meglio avrebbe voluto saperlo odiare. I suoi occhi cercarono di dirglielo; di gridarlo. Cercarono soccorso intorno. Nessuno aveva potuto udire. Nessuno poteva arrivare. Il cameriere tornò con il conto. Capì che riusciva solo a provarne pena e si arrabbiò di sé. Si fece scivolare una mano sotto la gonna e si sfilò le mutandine. Senza poter essere vista gliele porse affinché lui avesse potuto raccontare la storia che voleva. Per conto suo lei ne aveva avuto abbastanza.
Il razionale
7 Luglio 2008 di Mario



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Ho cercato di immaginarlo come scena di un film… Sembra perfetto..
Buon inizio di settimana
Julia
Mi è piaciuto un sacco il tuo post di oggi ma non sapevo come dirtelo. Continuo a sostenere che quando posti Julia è un vero piacere per la testa ed il cuore.
Buon inizio di settimana anche a te
ahhh la “razionalità”!
beata o malefica che sia è una delle “difese” nevrotiche a cui noi appartenenti alla cosiddetta razza umana (guai parlare di razze di altro tipo, sembra che illustri scienziati abbiano decretato ultimamente in tal senso…) ricorriamo quando ad un IO troppo attento e mediatore della realtà si contrappone un SUPER IO che ci bacchetta a dovere, ricordandoci le nostre mancanze.
Che dire di più, il tuo racconto, molto bello, ha già detto tutto. Forse il segreto però è proprio continuare a “raccontarci” così anche il nostro povero ES ( istinti e pulsioni più o meno accettate e/o riconosciute) può dire la sua e chissà che a furia di ascoltarci la finiamo con questa ostentazione razionale e ci guardiamo meglio in faccia. A volte prenderci le ns. responsabilità fino in fondo destabilizza IO/razionale che è costretto a toglirsi le bende e la smette di chiamare in aiuto il bacchettone SUPER IO.
Un abbraccio
fiore