“Eppur si muove“. Ricordo di ricordare che qualcuno deve aver detto qualcosa di simile, ma in quel caso era vero che si muoveva, anche se non ricordo cosa. Nel nostro caso di certo c’è solo che continuano a girare. Questo però solo per quanto riguarda l’attuale opposizione. Infatti l’offerta per ora più alettantante del partito di maggioranza relativa, “Spinola Democratica“, resta il votare il proprio simbolo e il candidato avverso; in alternativa, considerando che tra tutti il meno peggiore è sempre quello che non è stato presentato, prendere tutto e andarsene al mare “affanculandoli” tutti all’ingrosso.
Si diceva che dal centrosinistra nulla trapela se non un testardo assenteismo, anche fisico. Invece solo noi siamo arrivati a scoprire, e questo è uno scup (e ripetiamo vero scup), ché, nell’immobilismo feroce, si è divincolata una idea una, affiorando alla superficie stagnante della politica di opposizione. E c’è già anche uno slogan: Non abbiamo ancora un nome ma abbiamo già un volto.
Stiamo facendo tutto il possibile per scoprire prima possibile l’identità del volto del candidato (ops. candidata) sindaco (ops. Sindaca, che già non sarebbe una disprezzabile innovazione) di cui lo slogan, mentre i manifesti sono già in stampa. Anche per il programma c’è tempo e il tempo può sempre aspettare il tempo. La riproduzione che presentiamo è stata direttamente fotografata segretamente dalla bozza che stava per essere inviata in stamperia, sembra ancora priva dell’autorizzazione di Vittorio Bozzolan.
La realtà facilmente rintracciabile è che mister Ex, sempre del PD ma dell’altra parrocchia, dice: “ne manca 1.500 voti“; mica bazzecole; qualcosa come l’8,79 percento, senza contare che è una previsione ottimista perché mancano quelli e altrettanti, cioè un partito quasi delle dimensioni della Lega se la Lega corresse in un’unica lista. La conclusione è che bisogna ancora conquistare circa 2.300 voti (più o meno, a meno di altre cazzate) cioè che c’è un’altra sinistra ragionevole a Spinola con cui bisogna trovare un modo di dialogare e che non ha ancora ne bandiere ne etichette. Per ora “Spinola Democratica” s’è mossa politicamente solo per lanciare la campagna “pizza democratica”(?).
Gli altri, quelli che stanno al governo della città, o in prossimità del governo, loro no. Loro hanno le sedie (cioè e careghe) da salvare che a starsene in piedi hanno perso la propensione, infatti in tutti i bar del centro e della periferia si possono notare piccoli raggruppamenti dall’aria sospetta e sospettosa che cercano, senza riuscirci (con quegli sguardi che mai stanno fermi, da miseri cospiratori), di passare inosservati. Loro si! stanno già decidendo del futuro.
Il buon (si fa per dire, è una formula di rito) Carlo Taragnin (sindaco uscente e non più rieleggibile) ha già scelto il suo in-aspirazione-di-sucessione, quel Nadio Trevisan che aspetta di parlare quando il Taragnin e gli altri gli danno il permesso [a Venezia direbbero "dopo che gà pisà el gato" e aggiungerebbero un dubbio sull'opportunità di uno con quel nome da "mona" e con quel cognome; "parché un Trevisan da Venesia non sé mai tornà sensa esser tocia in rio"]. Solitamente lo fanno, di dargli parola, poco prima di andarsene o poco dopo, ma il Taragnin comincia ad avere dei dubbi dal momento che ormai tutti fanno seguire il nome (quel Nadio) dal quel, non incoraggiante, Trevisan Chi?
Il primo cittadino di Spinola (ancora per poco, si spera), certo di perdere offre careghe, a tutti, magari di plastica, e si reca tutte le mattine alla chiesa di San Gregorio per pregare che quelli dell’opposizione gli facciano la grazia sotto forma di suicidio. Giusto ieri stava trattando, nel solito modo segretato, con Gregory Bitte, spalleggiato dallo stratega della situazione qual’è Francesco Favron. Erberto Guidi se ne sta alla finestra, oltre che per una questione di antipatia con lo stesso primo cittadino, anche per il fatto che ormai tutti sono giunti alla conclusione che porti sfiga. Il Gregory, detto brevemente Greg Bitter, che abbiamo già conosciuto, è uno di quei socialisti che sono niente e tutto, ma si sentono stanchi quel tanto che basta per sedersi nel primo posto libero. Unico grande ideale è non farsi fregare di farsi trovare lì quando arriva il conto.
Invece i destrorsi del dissenso, o meglio “de le baruffe“, da parte loro, stanno cercando di mettere insieme i cocci. Per la Lega non tratta direttamente Egidio Guidon, coinvolto in giunta, ma un suo noto emissario, che speriamo sia noto anche al Guidon. Per gli ex di AN, indecisi se essere fascisti in incognito o fascisti dichiarati, naturalmente non tratta Mauro Mazzon ma il suo ex capo, dallo stesso Mazzon trombato, che a nome non fa Benito, e il nome è l’unica cosa che non ha di Benito, per il resto ha mascella, busti vari, vini per gli ospiti e un sogno di restaurazione. Loro, i due, consapevoli di contare come due (anche a briscola) si offrono per mettersi a disposizione con generosità tipica di chi sa quello che vale. In compenso sono disposti a fare una lista con un nome talmente lungo che mi ci vorrebbe un altro post per riportarlo tutto. Per l’UDC, per ora, è palese solo che tante UDC forse alla fine non riusciranno a farne una sola.
Di tutt’altra pasta quelli del già ex arcobaleno che sarebbero anche disposti a parlare con chiunque, trovassero almeno un pollo disposto a starli ancora a sentire; ormai Giorgio Banchiera è conosciuto da tutti e al solo suo avvicinarsi non ce n’è uno, compreso lui stesso, che non cerchi di evitarlo (assicuriamo che, a volte, lui riesce nell’ardua impresa di evitarsi). In sintesi resta valido il detto che quando il gioco si fa duro è meglio trovare un tipo elastico. Noi ci proviamo ad aprire questa tornata elettorale, speriamo sia di buon auspicio. Chi ha occhi cerchi di ascoltare.



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)
