Parliamo di guerra cioè parliamo di pace. Ne parlo anche per un problema del tutto personale: le domande che spesso mi rivolgo, perché non vivo nel mondo che vorrei ma in un mondo reale. Davanti a certi episodi della storia temo che una risposta gandiana sia quantomeno difficile. Ciò che mette in crisi il mio “pacifismo” è che la pace si costruisce in un accordo tra tutti mentre basta uno tra i tutti per trasformarla in guerra. E, forse, questa nostra pace si fonda sul tentativo di ignorare e rimuovere le guerre in corso e quelle che ci sono passate davanti agli occhi, anche appena fuori della porta di casa nostra.
Qui abbiamo già parlato della canzone francese e del debito che tutta la nostra canzone d’autore, e non solo quella degli inizi, ha con tale canzone, e lo abbiamo fatto parlando di due canzoni storiche: Les amants d’un jour e Ne me quitte pas. Qui, ora, ricordiamo il meno conosciuto dei grandi francesi Boris Vian con la sua canzone più nota: Le déserteur.
Poche parole sul grande poeta anarchico e libertario autore anche di una decina di romanzi e musicista e musicofilo jazz. Di uno di questi romanzi, la “schiuma dei giorni“, vale la pena leggere quello che ne dice Daniel Pennac che lo definisce un romanzo da leggere almeno più volte nel corso della vita.
La canzone viene incisa dallo stesso autore nel 1954: Le Déserteur
Tradotta per la prima volta da Luigi Tenco, il quale la intitolò “Padroni della terra“, ma rimase inedita. Della traduzione di Luigi Tenco mettiamo in coda al post sia la testimonianza sonora (anche se la qualità è quella che è, ma è pur sempre una documentazione) che il testo.
La canzone fu ripresa poi da Ivano Fossati che la incluse nel disco del 1992 Lindbergh (Lettere da sopra la pioggia) con il titolo Il disertore. Il disertore
Le déserteur |
Il disertore |
| Monsieur le Président Je vous fais une lettre Que vous lirez peut-être Si vous avez le temps Je viens de recevoir Mes papiers militaires Pour partir à la guerre Avant mercredi soir Monsieur le Président Je ne veux pas la faire Je ne suis pas sur terre Pour tuer des pauvres gens C’est pas pour vous fâcher Il faut que je vous dise Ma décision est prise Je m’en vais déserter Depuis que je suis né Je mendierai ma vie |
In piena facoltà egregio presidente le scrivo la presente che spero leggerà la cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest’altro Lunedì Ma io non sono qui egregio presidente Ho avuto solo guai da quando sono nato Quand’ero in prigionia qualcuno mi ha rubato Vivrò di carità sulle strade di Spagna, Per cui se servirà del sangue ad ogni costo |
PADRONI DELLA TERRA
Padroni della Terra,
vi scrivo queste righe
che forse leggerete
se tempo avrete mai.
Ho qui davanti a me
il foglio di richiamo:
io devo ritornare
in caserma lunedì.
Padroni della Terra,
non lo voglio più fare,
non posso più ammazzare
la gente come me.
Non è per farvi torto
ma è tempo che vi dica:
la guerra è un’idiozia,
non ne possiamo più.
Da quando sono nato
dei figli son partiti,
dei padri son caduti
davanti agli occhi miei.
Ho visto mille madri
che han perso tutto quanto
ed ancora vanno avanti
senza saper perché.
Al prigioniero poi
han rubato la vita,
han rubato la casa
e tutto quel che ha.
Domani alla mia porta
verranno due gendarmi,
verranno ad arrestarmi,
ma io non ci sarò.
Lontano me ne andrò;
sul mare e sulla terra,
per dire no alla guerra
a quelli che vedrò
E li convincerò
che c’è un nemico solo:
la fame che nel mondo
ha gente come noi.
Se c’è da versar sangue
versate solo il vostro;
signori, ecco il mio posto:
io non vi seguo più.
E se mi troverete,
con me non porto armi:
coraggio, su, gendarmi,
sparate su di me.



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)

Mi è piaciuta la versione di Fossati e metterò nella lista dei libri da leggere “schiuma dei giorni”.. Molto belli i tuoi pensieri di oggi..
Spero non ti venga a noia se anche questa volta dico che grazie a te scopro nuovi pezzettini di mondo, di storia, di musica..
Buona giornata
Julia