Accetto, naturalmente a modo mio, la provocazione di Efesto. Lui, cioè lei, invita a recuperare grandi artisti dimenticati. Io mi limito a proporre un pugno di vecchie canzoni, alla rinfusa, che vengono da un allora. Qualcuna riproposta in vari programmi di Revival con un po’ di nostalgia. Naturalmente non c’è nulla di strettamente autobiografico, tranne il sapore agrodolce di canzoni che hanno accompagnato momenti più o meno agrodolci in anni lontani; che hanno detto delle cose, allora, che mi sono rimaste in gola. Al di là di qualsiasi altra considerazione (ci fu un leggero sospetto di pedofilia nei confronti della canzone di Dalla interpretata da Ron, allora Rosallino Cellamare) provate semplicemente a far correre queste canzoni e ascoltarle nonostante l’evidente logorio degli anni.
Michele: Se ti senti sola
Antoine: Pietre¹
Gian Pieretti: Quando il vento dell’est
Don Backy: Cara
Michele: Dite a Laura che l’amo
Dino: Te lo leggo negli occhi
Don Backy: L’amore
Ricky Shane: Cosa pensi di me²
Don Backy: L’immensità
Gene Pitney: Quando vedrai la mia ragazza
Neil Sedaka: Il re dei pagliacci
Don Backy: Poesia
Alice: Prospettiva Nevski
I ribelli: Pugni chiusi³
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1] All’ora, inizialmente, Antoine era un cantante di protesta. Veniva definito la risposta francese a Dylan e a Donovan.
2] Di lui, barese, si raccontava che venisse direttamente da Liverpool e diventò famoso cantando le gesta delle bande giovanili dei Rocks e dei Moods.
3] In quel periodo cantava con i Ribelli il grande Demetrios Stratos che, prima di morire prematuramente, sarà con gli Area.



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Purtroppo conosco solo la bellissima Il gigante e la bambina.. Aspetto comunque la dedica di Dedicato della Bertè, mi piace molto.
Ho apprezzato il tuo pezzo di ieri ma non tanto compreso il titolo….
Buona domenica
Julia
Come diresti tu (per le canzoni) allora ero piccolo anch’io.
Il titolo di ieri è un po’ complesso da spiegare. Il pezzo è recente ma parla di fatti di ieri, di un ieri non molto lontano, e di un uomo, io, che forse non sono più, o forse cerco, o forse non è riuscito a cambiare. A volte si deve liberare, con spontaneità, ciò che si ha dentro. E le novene si fanno meglio a maggio. E infondo è una violenza per non riprendere in mano l’arma incerta della poesia.
buona domenica anche a te