L’essere gentile si muove con cautela; non ha mai fretta. Porta una rosa come portasse una colpa. L’ombra che lo segue è solo la sua ombra. No! non è cauto per paura. Intorno un mondo grida, vocifera, schiamazza. Le voci parlano sulle voci. Passa un auto e gira a destra. La precede e la segue un suono roboante. Saluta con un colpo di clacson. La signora bruna fa tintinnare il cucchiaino e le palpebre sugli occhi. Lei non ne sa di queste cose perché è signora. Il vecchio che suona alla porta ha passi stanchi. L’ora che rintocca è la sua ora. Si accontenterebbe di poco ma anche quel niente è troppo. Respira a fatica. Intanto intorno un ciarlatano vende la sua mercanzia. C’è sempre tempo e orecchie per una carezza miope. Ha la voce che ha il suono di un flauto. La buona donna lo porta con sè per dargli un tetto. Il topo scivola sotto la rete. Persino la città è stanca di starsi a sentire. E chi ha scalato il cielo ha rubato le stelle. Mariapia sgrana un rosario. Teresa guarda la zuppa bollire. Donne intente a gesti reali. Lui accende la televisione, il mondo gli precipita addosso. Stanco si alza ad aprire la finestra. E’ sera, il caldo si fa ancora sentire, da lontano si alza un coro di rane.
Ci vorrebbe la pazienza per ascoltare
4 Agosto 2008 di Mario



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Alcuni dei tuoi racconti li devo leggere almeno tre volte.. Ogni volta si accendono di una luce diversa e alla fine si rivelano così… particolarmente belli…
Ciao
Julia
Io credo semplicemente che tu sia troppo generosa, con me, nei tuoi giudizi. In effetti sono queste piccole prove di prosa che mi interessano in questo mio blog. Sto cercando comunque di ritrovarmi e i prossimi giorni cercherò di postare cose un poco più “lavorate” anche se non si tratterrà di raccontini. Quelli appaiono quasi unicamente il lunedi o il 19 del mese da fulmini.
ciao
Mario