Nemmeno ferragosto può indurre a arrendersi. A non riflettere. Era un estate di molti anni fa. Io, e la mia famiglia, allora la mia famiglia non ero ancora solo io, e non ero diventato quella cosa con le radici piantate troppo in profondità al terreno, ci siamo inerpicati dalla forcella Staulanza in Val Zoldana. Andavamo spesso in villeggiatura da quello parti. Quel giorno volevamo raggiungere le orme dei dinosauri. Non abbiamo dovuto camminare troppo, il terreno non era troppo scosceso, e non c’era certo il caldo che fa oggi qui. A dire il vero non è che mi abbiano lasciato una grande impressione. Somigliavano a tante piccole depressioni, imperfezioni, che si formano sulle pietre. Dovevano essere anche loro piccoli; quei nostri antenati. Perché racconto questo. Chi ha seguito l’evoluzione di questo blog, attraverso i post, sa che ho cominciato a delineare un sogno che cominciava a ronzarmi in testa. I sogni son belli ma non sempre ti accompagnano anche durante il giorno. Allora avevo percorso quella strada con tante aspettative, forse oggi ne nutro meno. Ne valeva la pena? Non lo so. Allora sembrava una cosa insolita e un motivo valido per una scampagnata. Oggi lo sembra meno. Basta che si avvicinino le elezioni e i dinosauri tornano a comparire. Come usciti dal loro quinquennale letargo. Col loro goffo incedere di sempre. L’ironia sta nel fatto che sono gli stessi che hanno condotto i loro eserciti alla sconfitta in due tornate elettorali precedenti.
Abusano parole che sembra che solo in politica prendano significati differenti. Due conti del “casoin¹” e distribuiscono le carte, ma le hanno già guardate. La distribuzione e quantomeno barata. Hanno paura della loro ombra ma hanno l’orgoglio delle loro idee che, seppure si sono dimostrate sbagliate, non riescono a emendare o rinnegare o cambiare a distanza di secoli. Come, a parole, dicono loro: per cambiare la politica ci vogliono uomini (e donne) nuovi. Dovessi dirlo per l’ultima volta ma stringo tra le ciglia un sogno perché io, nonostante tutto, voglio bene a questa mia città (di adozione).

1] Negozio di alimentari. E’ un modo di dire dialettale che equivale al dire: i conti della serva.



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)

O.T.
Grazie per il sostegno… buon ferragosto.
Vedrò di lasciare uscire tutte le parole che premono nella mia testa e che vorrebbero che la mia mano trascrivesse.
Un abbraccio
Un abbraccio