Spinola è una città sospesa tra la realtà e la fantasia. Nemmeno inventata da me, ad essere onesto. Io l’ho solo ripresa speranzoso che nessuno chieda i diritti d’autore. C’è chi cerca di rintracciarla in una mappa reale e chi cerca di negarne l’esistenza. A dire il vero intorno c’è il nordest, ma per molti fatti credo che cambi poco. Dentro c’è un dialetto, ma non è nemmeno un vero e proprio dialetto se non la mescolanza di dialetti che si sono incontrati. Anche se la tua città ha un altro nome, Spinola è fatta di persone simili a quelle che incontri quotidianamente. Infondo è e non è anche la tua città. E’ fatta di cose e persone. Di problemi simili a quelli che affronti o eviti tutti i giorni. E’ indaffarata, come tutte le nostre città, in prossimità di una tornata elettorale; poi si assopisce allo stesso modo. Ci sono gli stessi uomini e donne che accompagnano alla passeggiata il cane con tanto di sacchetto e le vie lorde di escrementi. C’è anche chi preferisce i gatti, proprio come in ogni luogo. C’è chi si cambia poco la camicia e chi non cambia mai le idee (che ormai, quasi quasi, è diventato un pregio). Ci sono le strade poco illuminate, il traffico incasinato e pochi luoghi da condividere. Dove c’erano i semafori ora ci sono le rotonde, rotonde di tutti i tipi, persino multiple e triangolari, e c’è l’andare frettoloso di ogni posto. C’è il mercato del sabato e la difficoltà di trovare parcheggio di tutti i giorni. C’è un municipio e qualche chiesa. Ha il suo Carlo Taragnin come da per tutto, anche se in ogni luogo il primo cittadino ha un nome diverso, ma le figure spesso sono simili. A parte poche cose anche Spinola sembra fatta di un tempo che non può mutare. Ha qualche storia che ha un senso e vale raccontare e un affollamento di pettegolezzi. Ci sono le lettere anonime e le curiosità morbose. Ha i suoi matti e i suoi ubriaconi, e i ragazzi che si fanno le canne. Come da per tutto è piena di cantieri e gli appartamenti cominciano a restare vuoti. Come da per tutto girano soldi e non sembra girino, e c’è chi li deve faticare anche più del necessario o non li raggiunge mai. Come in ogni luogo il mese dura una settimana di più di quanto dovrebbe. Come da per tutto ci sono migrati che ti offrono fazzolettini di carta, calzini tubolari e non, accendini, qualsiasi cosa, e alla fine ti chiedono almeno un euro. A Spinola ci sono anche un paio di burqa; questo forse è meno frequente e spero lo resti, meno frequente (sono contro la libertà di sopruso e di imposizione).

Chi preferirebbe qualcosa di diverso da un Carlo Taragnin qualunque, o dal suo alter ego, o da un semplice e inutile imbonitore di cordialità, dovrebbe darsi una svegliata¹. Per quanto mi riguarda, anche se ho superato da un pezzo le età delle passioni adolescenziali, o la politica si fa con la Politica o la Politica continuerà per la sua strada; e la Politica è cosa di idee, di progetti, di scelte (anche di campo). Io parlo solo per me e non rappresento che me. La politica, a mio avviso, può tornare alla Politica cioè smettere di essere solo un’alchimia di influenze e tessere e proiezioni di passate elezioni e banalità ed egoismi e vanità, bisogna solo avere il coraggio di mettere in circolo delle idee, meglio se non sono già state masticate e digerite e persino “espulse” cioè cacate. Bisogna smettere di seppellire i veri problemi sotto valanghe di slogans che nemmeno nascondono le preoccupazioni per il futuro prossimo e personale. E’ solo in questa visione, sempre secondo me, che anche in Italia la politica può avere ancora un futuro. Di tutto il resto me l’hanno smenata per oltre quarant’anni, col risultato di sostituire le istituzioni con un palco di teatro per metterci sopra un commediante nano che nemmeno sa la parte, ma ha quella che si dice una faccia di bronzo (da noi è un muso di tolla), pochi scrupoli ed è molto italiota. Non è mai successo che io non paghi del mio per quello che faccio; ma certo comincio ad essere stanco di pagare il biglietto per questa misera rappresentazione. Che si offenda pure chi si deve offendere. Proviamo ad andare ad incominciare.
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1] Nego che la situazione sia così disperata cioè che ci sia una sinistra che è a sinistra solo perché se lo dice da sola; un Partito Democratico che non sa dove mettersi nemmeno nella sala del cinema e che comunque cerca di accomodarsi in tutti i settori facendo ad ignorarsi; una ItaliaDeiValori, forse presente solo in tribunale, ché l’ultima volta che ho visto qualcuno stavo ancora nella mia vecchia abitazione; una sempre più ampia massa di scontenti che si chiedono dove sono andati a finire i partiti, che parlano solo al loro interno o davanti ad uno specchio; e Varie & Eventuali.



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


I partiti ci sono eccome, si sono solo un pò amalgamati come si fa con un cono gelato con più gusti e magari con qualche gusto novità, ma spesso gli ingredienti sono gli stessi. Il problema rimane per coloro che pur piacendo un solo gusto sono costretti a non trovare più quel amato gusto, poichè il mercato( e magari la pubblicità), ha stabilito che quel gusto non tira più. Qunidi le ricerche di mercato e particolari studi sociologici, fanno in modo da rispondere positivamente alla nuove richieste (imprese che modificano il prodotto in ragione della domanda ed offerta). Spinola non essendo fuori dal mondo (quello della fantasia naturalemente ) si adegua. Tuttavia sono certo che, il surrogato della politica non potrà mai superare l’aspetto qualificante del vivere i valori condivisi nelle passioni insiti in essa che sanno e sapranno far da sponda al vivere quotidiano anche per i cittadini della fantastica città di Spinola. Abbi fiducia la storia continua……….. (martino)