Non erano stati che pochi secondi. Il dubbio. L’incredulità. La speranza. La curiosità. In quel breve lasso di tempo s’era detta tanto che pareva raccontasse una vita intera. Una folla si era assiepata nella testa di Rossana. Una incredibile confusione. Ognuna a dire la sua. Contemporaneamente. Le varie Rossana a confrontarsi. A combattersi. A sostenersi. A replicare. A rimbeccarsi. Qualcuna aveva avuto il tempo di riconoscerla. C’era la giovane Rossana con ancora quei sogni intatti. E la Rossana cinica di oggi. La Rossana spaventata e la Rossana rassegnata. La Rossana impacciata e la Rossana tenera e la Rossana timida che credeva se ne fosse andata durante una scampagnata di alcune vite prima. Naturalmente non mancava la Rossana decisa. E altre ancora. Era stata molte donne e tutte stavano lì a parlarle, ognuna cercando di dire la sua. Non aveva il tempo per ascoltarle tutte.
Era stata la timida Rossana la prima a gridare “E’ proprio lui”, con un certezza che non pareva sua e non avrebbe avuto nessuna giustificazione. Il resto, come detto, era venuto da sé. Era stato un sussulto. “Ma come può essere lui?” aveva detto la Rossana separata. “Ma lui chi è”? “Non lo puoi sapere”. “Magari nemmeno è lui”. “E se non si ricorda”? “E se si ricorda”? “Forse solo uno che gli assomiglia”. “Certo che è cambiato parecchio”. “Cosa credi di fare”. “Vi dico che è lui”. “Come fai a dirlo”. “Già può ricordare anche quanto sei stata stronza”. “E’ passato troppo tempo”. “Non puoi rischiare. Sei stata tu a tradirlo”. “Ero solo una ragazza”. “Cosa ti stai mettendo in testa”. “Comodo dire, troppo giovane”. “Si può anche perdonare”. “Non con il suo più caro amico”. “Stronzo quello”. La Rossana cinica: “La vera stronza sei tu”. “Lo so ma non si può pagare tutta la vita”. “Forse è poca”. “Ma cosa speri”? “Comunque stronzo anche lui”. “Cosa pretendi”? “Fai persino fatica a contarli tutti, quegli anni”. “Smettetela vuoi. Non pretendo nulla”. “Non vorrai mica”. “E’ solo ritrovare un amico”. “Un amico? Cos’è questa eccitazione”? “Non è eccitazione. Solo una piccola emozione”. “E’ da capire, dopo tanto tempo”. “Bella scusa i ricordi”. “Mica sei rimasta la stessa”. “Nemmeno lui, per quello”. “Alla tua età”. “Cosa c’entra l’età”? “E’ giusto, non si è mai troppo”. “E poi è solo per amicizia”. “Non gli sei proprio stata amica”. “Nel bene e nel peggio”. “In fondo non hai mai nemmeno detto perché”. “Non capivo”. “Andartene così”. “Così come”? “Dai che lo sai, mica sono lui. E nemmeno lui”. “Vi dico ch’è lui”. “Sei stata solo una stupida”. “Direi una stronza. Stronza e puttana”. “E’ facile giudicare così; dopo”. “Credi che non lo farà”? “Credo che”. “Lui era diverso”. “Ti sei bevuta il cervello”? “E’ per questo”? “Se non lo farà è perché non si ricorda”. “Perché non sei”. “Forse non sono mai stata”. “Ecco brava”. “Continua così”. “Sempre la stessa”. “Solo a pensarci”. “A pensarci dovevi pensarci prima”.
Rossana allungò il braccio per spengere la luce sul comodino. Lui dormiva al suo fianco. La foto cadde. Era stata una giornata incredibile. Troppe cose per riuscire a prendere tranquillamente il sonno. Non poteva non riandare ai fatti accaduti. A ripensare a tutti quei suoi pensieri. Nessuna avrebbe potuto convincere le altre.
“Io comunque vado”. “Che aspetti”? “Sì! buttagli le braccia al collo”. “Dove vuoi andare”? “E smettila di chiamarlo sbaglio; stronza”. “Non si può mai dire mai”. “come pensi di convincerlo; con quella. Ma ti sei”. “In fondo cosa chiedo”? “Solo una stupida”. “Tante parole non servono”. “A chi vuoi darla a bere”? “Non servono a nulla”. “Brava”. “Che fai; gli racconti quella volta; ancora”? “Per una volta smettila”. “Povera illusa”. “Non sei più la stessa”. “Mica si può tornare indietro”. “E’ andare che è uno sbaglio”. “Già! uno in più”. “Magari lo vai a pregare”. “Un po’ di buon gusto”. “Per una volta smettila di pensare a te”. “Ma non è”. “Non c’è più quel lui”. “Guarda che”. “Finisce che se ne va”. “Meglio così”. “Sia quel che sia”. “Cosa cazzo pensi di fare”? “Non penso di fare niente”.
“Ciao! È tanto che aspetti”?





![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Si è tanto, fatto sta che non ho voglia di leggere, e tu manchi da troppo tempo.
Un abbraccio.
Eh… le ferie a volte fanno un brutto effetto! Mario, non ti si vede più! Che fine hai fatto?
Ricomincio da 1 (uno settembre, oggi). Pigramente
Eh quando uno prova il dolce far niente poi c’è rischio che ci provi anche gusto! Bentornà vecio!