Di silenzi
erano fatti quei boschi
e passi, leziosi
passi senza peso
scivolati nel vento.
Ah! le parole difficili
E quelle facili.
E quelle foglie, quelle frasche
e quegli stessi passi
conservano il segreto
(che non è più)
e scordano il ricordo
perché è facile aver pietà
tra tanta pace
anche di sè
per non girarsi indietro;
senza girarsi indietro.
Cosa c’è dietro?
Chi lo sa?
solo la voglia di non volgersi
e una promessa mal riposta,
per chi non ha orecchie,
e una filastrocca da imparare.
E cosa c’è davanti?
Di silenzi
29 ottobre 2009 di Mario





![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Un’altra poesia! Devo proprio considerarmi fortunata, ora che ne posso leggere una scia. E’ bello ritrovarsi dentro.
Fortunata ragazza. Fortunata donna. certo che sei fortunata. Oggetto e soggetto di poesia. Destinataria. Di strada e sulla strada. Se la ami, la poesia, come dici di amarla, sei fortunata. O… considerala un omaggio. Una testimonianza. Un gesto d’amore (anche se non parla d’amore, eterna testona). La poesia è un emozione. Magari all’emozione seguirà una testimonianza. Magari.