Cercare di vivere e tornare a morire
ogni anno e di giorno in giorno,
i dolori ci accompagnano
e le felicità si scordano di noi,
e se “la notte è stellata”
e se le troppe stelle illuminano
non una stella se ne cura
né una mano basta alla carezza,
con lei “a volte anche lui ti amava”,
e dove non c’ero io sono entrato
scusami se è tardi, amore,
ma io non sbaglio giorno;
ogni giorno è così uguale ad un altro
e ogni anno sgrana nel rosario:
come posso anch’io non amare i tuoi grandi occhi,
di quegli occhi l’immensa pace e serenità
e il sorriso che li rende ancora caldi?
ma io non voglio entrare in quella stanza
e nei segreti di quella stanza
e nelle ombre che abitano quella stanza
e negli angoli più riposti, frammenti di schegge
quella stanza il cuore; come posso?
Come posso? e ciò che ho perso
(incredibile) l’ho ritrovato; è ritornato:
e amore, c’è un posto di tutto e uno di niente
col pudore che rende pigro ogni gesto
di questi che non saranno gli ultimi versi
ma che tacciono se il dolore fa loro cenno
di quel passato che non passa mai.
E allora vengo il giorno dopo;
potessi essere io là dove non ero
ad asciugare i versi di quelle lacrime.
E vivere ancora
14 Novembre 2009 di Mario



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Solo grazie.