Da un po’ non “aggiorno” la mia “Colonna sonora” nata per un altro spazio, ma che potete trovare, cercando, anche qui. Si è fermata al numero 18. Nessuna voglia di tornare a parlare solo di musica, qui, almeno per ora. Non certo per un semplice gesto nostalgico. Allora perché mi è tornata in mente questa canzone? E la prossima? Semplicemente perché i tempi sono bui. Perché inoltre credo che bisogni ricordare che la vita non è sempre bianca cioè, pardon, rossa o nera. E’ fatta anche di sfumature. Certo preferirei fossero tutte sfumature di rosso e “rosso vivo”. Ma non sempre le cose vanno come vorrei o dovrebbero. Ma dicevo: i tempi sono duri. E quando non lo sono stati? A dire il vero, nella mia memoria, la ricordavo come incisa prima. Invece è del 1978. Incisa per i tipi dell’ Ultima Spiaggia (ZPLS34046) nell’album Arcimboldo. Testardo mi sembra incisa tardivamente, di qualche anno, come rimasta in cassetto. Non fa nulla. Intanto si moltiplicano episodi di squadrismo e le minacce. Forse si sentono protetti. Tornano i fantasmi. Meglio vigilare. Almeno oggi sappiamo che possiamo fidarci di tutti e di nessuno. Oggi che persino i giudici sono compagni. Magari anche qualche industriale. Sì! i tempi sono proprio cambiati. Non ho la pretesa di essere l’unico ad aver perso i capelli. Ripeto “capelli”, mica la memoria. E’ solo che qualcosa mi si mescola dentro, e anche di più, quando vedo saluti romani (come per il campidoglio). Ho il sospetto che non è il tempo dei puri. Com’erano belli i tempi in cui il padrone lo vedevi perché indossava braghe bianche.
Compagno sempre.
Ricky Gianco: Compagno sì, compagno no, compagno un caz
sto facendo il notiziario cambogiano
da una radio libera, per chi?
il microfono è un po’ fallico però
il potere non ce l’ho no no
circondato dai mass media sulla sedia
io lavoro sempre gratis ma
c’è Antonietta che mi ama e che mi aspetta
tutta notte lei mi ascolterà
compagno sì, compagno no, compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz
io c’ho il profugo cileno a casa mia
è arrivato nel ‘73
e da allora lui non è più andato via
Antonietta fammi star da te
passa un giorno, passa un mese, passa un anno
l’unità sconfiggerà il padrone
ma Antonietta mi ha buttato per la strada
vuoi vedere che sono io il coglione
compagno sì, compagno no, compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz
vado a prendere un po’ d’erba da un amico
ad Antonietta la regalerò
io la lascio chiusa in macchina un secondo
per andare a bere un buon caffè
quando esco mi han spaccato il finestrino
e un ragazzo sta saltando il muro
come fai a mandare uno a San Vittore
poi finisce che gli fanno il culo
si avvicina un tizio con cravatta e giacca
tira fuori il fototesserino
e mi dice “tu sei uno di sinistra
sta tranquillo sono un celerino
son pulotto sì, ma son del sindacato
forza dimmi cosa ti han rubato”
io gli dico: “lascia perdere compagno
è un problema troppo delicato!”
compagno sì, compagno no. compagno un caz
compagno sì, compagno no, compagno un caz



![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Si meglio tenere alta la guardia.
ehi non conoscevo Gianco in questo stile. Come sempre grazie.
Cerco di non abbassarla e… c’è sempre qualche voce a cantare la nostra musica ma anche i nostri dubbi.
un abbraccio