XI – CANZONE
Ciò ch’è cambiato è l’anno
(sul datario bianco) forse i suoi suoni
(forse noi) i suoi valletti ed i suoi giullari
e le nostre stanze di vita quotidiana
le ansie, le paure in grida
fatte passioni; i miti ormai consunti
i poveri cristi (pure loro)
ora non so più neanche illusioni.
Sì! diversi cauti ora si dà,
altre canzoni: ricordo quella in cui restavo
un bimbo che ha paura (la ricordi?),
quella che più dolorosamente c’ha legato,
ora la canto solo a labbra strette
o non la canto affatto;
o quella per cui Luigi s’è sparato.
Ora il gallo più non canta. Michele? Chi?
resta solo un chiodo, forse la corda
certo la cella; Esther e la bicicletta
sono sole (vedove del lavoro)
e Barbara non abita più lì;
si torna a cantar solo alla bella
e il dio morto forse tornerà;
chissà? Kety, lei no!
la porta è chiusa, la notte insonne
ma lei no! non tornerà.
Ah! le nostre canzoni
tutte le nostre canzoni
e le altre
ma soprattutto quella
qualsiasi ombra sarei diventato; qualsiasi
ma non sei rimasta, non è bastato
perle di pioggia perse, solo ricordo
questo è restato, la tua figura farsi
cosa altrui
il tuo andartene
e di noi cosa?
Queste righe veloci?
In verità siamo (qui)
noi soli.¹
1] 5/8 marzo 1983





![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Quanti ricordi belli e brutti……….
Ora lo so che quella canzone la ricordavi e la ricordi; quella, la più dolorosa. Forse anche tutte le altre. Per me sono stati e tornati ricordi belli ma guarda un po’ quella domanda, Michele? Chi? per scoprire che quel nome mi aspettava per essere indossato in questa cover di me stesso. Quello che non è mai cambiato ed è rimasto oggi lo sai e di quello vivo.