Nereo aveva un sogno, un libro nel cassetto, invece era costretto a correggere manoscritti degli altri. Se non sempre quasi erano cose senza valore, deliri, sfoghi, frustrazioni. Era anche una lettura faticosa perché la meticolosa attenzione gli rendeva difficile seguire il corso logico, quando c’era. Anche quello che aveva davanti non valeva più di niente. Non c’era nemmeno un’idea eppure… Mentre si distraeva addosso e pensava al suo rapporto con i libri ne fu sorpreso: i personaggi non parlavano come personaggi letterari ma come persone; e parlavano proprio a lui.
L’aspirante scrittore
30 marzo 2010 di Mario





![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Bella questa descrizione del rapporto con i libri. Quando leggo, anch’io vedo i personaggi che mi parlano, che si srotolano davanti a me come in un film.
Uno scrittore quasi sconosciuto (di cui vi portai un paio di libriccini da leggere un mese fa) definì la lettura di un libro come un rapporto erotico e sessuale completo di orgasmo. Perché il rapporto con i libri e la lettura è sensuale ed appagante. E può creare forte dipendenza.
Un abbraccio
Bella la metafora del lettura di un libro come un rapporto erotico e sessuale… pensandoci bene è proprio vero. Non sono molti i libri che mi abbiano appagato profondamente, ma ce ne sono e leggerli è stato un piacere che si prova poche volte nella vita.
Scrivere semplice e diretto a volte può apparire come segno di pochezza intellettuale, spesso ci sbaglia in questo giudizio.