Lui amava come lei preparava la zuppa con i fagioli facendola addensare con un paio di patate schiacciate crude quando la poneva sul fuoco e lasciandola molto a consumarsi. Per fortuna lei aveva imparato a decifrare anche i suoi grugniti perché non era uomo da dare troppe soddisfazioni. Al massimo si lasciava sfuggire un sorriso alzando appena gli occhi, ma questo solo quando aveva anche intenzioni d’altro cioè quando in testa gli si cominciava a formare una voglia per la notte. Era molto più semplice e succedeva molto più spesso che ci trovasse qualcosa da ridire. E’ sempre facile parlare per chi se ne sta comodo seduto ad aspettare. Questa volta era stata lei ma lei non era brava per le lusinghe. Voleva prenderlo per la gola perché erano molti giorni che non la degnava nemmeno di uno sguardo; però forse sarebbe stato meglio che gliene chiedesse semplicemente motivo. O che si limitasse a sedurlo con le armi che aveva sempre avuto ma che le sembravano riscuotere un successo sempre più faticato e blando. Se era stata stupida ormai era tardi. L’assaggiò e si accorse di averla aggiunta una seconda volta di sale. Non poteva rimediare ed era veramente immangiabile. Fece l’offesa perché lui non si era accorto che era andata dal parrucchiere. Prese la pentola e gliela versò direttamente in testa.
La zuppa salata
29 dicembre 2010 di Mario





![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Come si dice? Quando ce vo’ ce vo’. Chi può negarlo?
E’ proprio vero, le donne ne sanno una più del diavolo!
Avete ragione antrambe. E’ per questo che amo sempre di più le donne. E non solo perché ci si innamora sempre dei personaggi che si inventano. Mi innamoro proprio delle donne, di quelle che incontro. E me ne lascio affascinare. E mi piace e mi indigna quando dicono: “GUARDAMI”.