Forse non ci sono canzoni belle e canzoni brutte. Certo ci sono canzoni per tutti. E canzoni per ogni momento. Si stava lavorando. Meglio, si stava seguendo i lavori. Un po’ prigionieri del sogno e un po’ rapiti dallo stesso. Il tempo era buono. Il mare bello ma freddo. Palmarola davanti a noi. E noi , senza i bambini sperduti, nell’isola che non c’è. Intanto la musica andava. C’è molta musica nelle nostre giornate; nella nostra vita, ma mai abbastanza. Cosa saremmo senza? Certo diversi. Noi ragazzi del 68. Nati assieme al vinile. In quel momento mandarono una canzone di Samuele Bersani. Non questa. Lei non lo aveva mai sentito. Come il cantautore successivo. Dov’eri? Le ho promesso che avrei postato per Lei alcune cose carine. Se la memoria non mi tradisce cerco di mantenere le promesse. Ed eccoci qua. Con un andamento leggero, accattivante, e una storia tutt’altro. In fondo questo spazio sta assomigliando sempre più ad un dialogo. Se la ascoltiamo assieme non è più tanto privato. E l’isola prende il volo. Sembra una nave. Le vele tese e spinte da una brezza.
Samuele Bersani (Chicco e Spillo) con Emergency – Il mondo che vogliamo
Chicco ha una cicatrice sulla faccia
sta con suo fratello che si fa chiamare Spillo
e sanno già sparare come dei cowboy
Chicco prova al sole di scaldarsi l cucchiaino
Spillo sta rubando un altro motorino
il maresciallo guarda l’Italia dentro un bar
Vecchi materassi, copertoni, lavandini, cessi rotti
cazzi disegnati sul palazzo del cornuto
gli africani alla stazione, l’avvocato del barbiere
ancora un altro film di Alberto Sordi alla televisione
Chicco è a casa con la faccia sulla radio
che trasmette la rubrica dei consigli
e lui vorrebbe chiedere come si fa
a fare una rapina in una banca
e a scappare senza che si slaccino le scarpe
e andare dove non c’è mai nessuno che ti sputa contro
e ti vuol mettere nei guai
Tubi di cemento, scatoloni, pannolini
sacchi d’immondizia messi come pali dai bambini
l’ambulanza della Croce Rossa, c’è qualcuno che sta male
il prete prepara la chiesa per il funerale
Spillo ha chiuso la felicità in un fazzoletto
ma si è seccata in un secondo benedetto
“Pronto chi parla?”
“Sono Chicco, vieni qua, che questa volta è proprio quella buona,
basta un cacciavite per entrare in paradiso…”
“Un cacciavite?!? Aspettami, che arrivo…
prendo il motorino e in un minuto sono lì”
“Ma ti rendi conto quanti sono questi soldi
e come è stato facile rubarli?
Finalmente ci possiamo comperare quello che ci pare,
spiegami perché non parli…”
“Lascia stare, sta un po’ zitto, non ho voglia di parlare,
manca poco, abbiam finito e andiamo via…
Scappa, presto non fermarti, corri – cazzo – non voltarti
la sirena è quella della polizia…”
Chicco e Spillo saltano come due gatti sulla sella
e schizzano tuttamanetta
“Figli di puttana! Non ci prenderete mai!”
“Guarda che casino, guarda dove vai a finire, ho anche freddo
e ho paura di morire: STAI ATTENTO! STAI ATTENTO!
FRENA! CIAO!
Chicco e Spillo
31 marzo 2011 di Mario





![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Dov’ero? Probabilmente sepolta viva! Ma adesso mi rifaccio.