Era tornato da un viaggio. Tutti s’aspettavano la lingua sciolta dai racconti. Magari qualcosa di esotico e, perché no? di erotico. Qualcosa di pruriginoso. Fa sempre piacere. Per lui invece nulla era stato diverso. Il mondo era fatto di volti, di persone, di attimi. Aveva solo una lunga raccolta di profili. Ma nessuno sembrava troppo interessato alle sue foto.
«Ci sono ancora spiagge come questa e un mare così. Spiagge con sabbia che sembra farina. E pesci grandi come le barche dei pescatori. Vita dura la loro, e sudore.
E ci sono città dove il fumo e fitto da nascondere le cose ed è difficile respirare. Dove per le strade corrono più biciclette che automobile. E bocche di vulcani che vomitano fuoco acceso.
Nelle terre degli indios il mondo è rimasto quel loro mondo. Fermo come se i secoli si fossero distratti. Se il tempo avesse preso un’altra strada. E se parli con l’uomo pieno di rum è un ubriaco come quelli di ogni paese. Ma quell’uomo ti racconta la sua storia nella sua lingua. Non ho trovato due persone uguali, in tutto il mondo». E in fondo tutto il mondo era come questa sala.
I presenti erano delusi comunque. Carlo si ricordò che aveva una bella moglie. Si erano lasciati ad agosto. Ad agosto e a distanza. Una lettera di poche parole. Maurizio si limitò a non sentirlo. La teneva nel portafoglio. Uno che non aveva mai visto notò una piccolissima figura sulla sabbia di Copacabana poco più grande di un granello: “E quella chi è”?
Maurizio il fotografo
29 luglio 2011 di Mario





![MARINO: rumoridigente [voci di strada, rumori di gente...] Marino](http://emmedigi.files.wordpress.com/2008/11/mm_primopianobn20piccolo_ico.jpg)


Inutile tentare di far vedere il mondo agli altri con i nostri occhi… è un esercizio sterile, magari qualcuno capisce di più attraverso una foto che con mille parole, ma sono persone così rare.