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Archive for 22 maggio 2008

Un taglio netto e si prendono due piccioni con una fava (ops…). Ci si libera di una preoccupazione e, nel contempo, si fa anche un dispetto alla propria moglie.

[Comunicato del Partito della Sinistra Umoristica* per una “lotta dura senza premura” dopo i fatti di Napoli]
* in qualità di Fondatore, Presidente, Segretario e Unico Iscritto (almeno per ora)

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Molte volte ho creduto di assistere al funerale del buonsenso (lasciamo perdere il senso comune) per ritrovarmi poi continuamente e puntualmente alle esequie dello stesso buonsenso. Vivo anch’io in quel magnifico paese di poeti, musicisti e filosofi che è l’Italia. In un piccolo paese del nordest che anche se si è dato presuntuosamente il nome di città della città non ha che l’arroganza e i problemi. La cosa bella di noi italiani, del “bel paese”, è che basta che ci sia il sole, e che ci sia il mare e ce la cantiamo. Se ci troviamo diffronte ad un problema (in questo caso parliamo di rifiuti) troviamo una soluzione molto semplice: basta rimuovere il problema.
Peppiniello, napoletano di Napoli, per sopravvivere si alimenta, modicamente poiché non c’è di che scialacquare, e nell’alimentarsi produce immondizia. La famigliola di Peppiniello, composta di pochi componenti stante il contenimento demografico per la politica del timore nel futuro, consuma almeno due pasti al giorno (la colazione la fanno singolarmente al bar) e produce le relative immondizie. Allo stesso modo in tutto il condominio si mangia per vivere e si vive producendo residui organici e non. Così tutto il quartiere. Inutile dire che tutta Napoli e i comuni limitrofi è coinvolta in questo straordinario processo.
Il prodotto interno lordo di immondizie per ogni napoletano è di tot ettogrammi al giorno che moltiplicato per i giorni della settimana produce un insieme di immondizie, o rifiuti che dir si voglia, di notevole consistenza e olezzo. Probabilmente anche noi del Veneto, per solidarietà, mandiamo anche un po’ di rifiuti dei nostri a sommarsi, ma i nostri sarebbero facilmente individuabili per il vezzo già detto di suddividerli e insacchettarli quasi fossimo tedeschi. Naturalmente il napoletano (nel senso di abitante di Napoli) non riesce a capire il vizio, quasi esclusivamente settentrionale, di imballare i rifiuti, in sacchetti, perché i rifiuti sono rifiuti cioè monnezza.
Peppiniello e tutti i Peppinielli e tutti i napoletani, come tutti gli italiani, prelevano tali rifiuti da casa e li depositano in spazi pubblici dove dovrebbe intervenire la raccolta. Peppiniello e… come sopra, come tutti gli italiani, non è contrario per principio ne alla raccolta, ne allo smaltimento, ne al riciclo, ne alla termovalorizzazione, ne a quant’altro; nemmeno a quei termini che nemmeno gli sono completamente famigliari e chiari. Come tutti gli italiani, si diceva, non ne fa una questione di principio, che lui è anche napoletano e più disposto a prenderla con leggerezza e allegria, sarebbe anche disponibile, ma… purché qualsiasi cosa si faccia venga fatta ma non in casa sua. Come tutti gli italiani, si diceva, sa dire dei precisi no ma nessun però o invece. No alla raccolta differenziata. No a discariche. No a termovalorizzatori. Eppure la soluzione sarebbe molto semplice, mi chiedo come tanti soloni non ci abbiano ancora pensato, basterebbe abolire i rifiuti. In questo caso resisterebbe una unica controindicazione: se per vivere l’uomo ha bisogno di una serie di cose che producono rifiuto dovremmo accettare la realtà che per risolvere il problema si dovrebbe accettare di abolire l’uomo. Il problema così non si porrebbe se l’uomo fosse l’altro. Il problema si produce solo nel momento che quell’uomo sono anche io. Ma io me ne sto qui, in settentrione, in una città sufficientemente pulita. Io, i miei rifiuti li suddivido, li raccolgo dentro i cassonetti e me li smaltiscono; al massimo l’eccedenza la mando in meridione che tanto per loro uno più uno meno tutto fa notizia e folclore e anche (qualche volta) piccioli.
In verità il napoletano non è nemmeno così, qui si fa anche della ironia. Il napoletano, con la sua filosofia di vita, è uno che i problemi se li risolve, solo che è un poco tradizionalista e lui è ancora per gli inceneritori, tanto che se li fa artigianalmente in casa cioè sotto casa. Infondo gli basta poco: un cerino e un po’ di benzina.
E ora, con l’invio del già chiamato psiconano, ora ancora Presidente, si è completato il cerchio. Certo qualcuno darà la colpa al poveruomo che di colpe ha già le sue e non poche. Magari si arriverà a sostenere che l’odore era già abbastanza o, da un altra parte, che la mondezza se ne è andata da sola pur di evitarlo. In questa commedia senza regista, che è la politica, non è facile cogliere la trama e non si arriva mai ad un finale.
Ricordo alla sinistra che potrà continuare ad attaccare il Presidente (citandone o no il nome, a piacere) per la posizione monopolistica sulle comunicazioni e sul conflitto di interessi, per la sua statura (si fa per dire) e i tacchi che porta, sulla ricrescita dei capelli, etc. Così si terrà occupata per i prossimi cinque anni e oltre (con ripetuti programmi quinquennali).

Francesco De Gregori: 300.000.000 di topi

[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/300.000.000DiTopi.mp3”%5D

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