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Archive for 26 maggio 2008

Guardo negli scaffali i miei libri. Quelli che sono sopravissuti ad una vita interrotta (questa, ancora una volta, è un’altra storia). Alcuni ripiani sono ancora riservati a libri di poesia. Tra i libri i meno libri. Mi rendo conto che non ho, qui, ancora mai parlato di poesia. Mi chiedo perché parlare, oggi, di poesia? Dopo averlo cercato ne prendo tra le mani uno, uno di quelli che amo per mille motivi e anche in un modo a suo modo particolare.
Magari nel proseguo, se ci sarà un proseguo, potrei richiamare l’attenzione su cose altrettanto belle, ma di autori (eppure) un po’ meno noti. Sfoglio così Bertolt Brecht. Cerco è trovo una lirica in un certo senso scontata: Domande di un lettore operaio; nella traduzione corretta di Franco Fortini. Quella che dovrebbe essere tra le poesie più conosciute delle poesie conosciute. Mi chiedo se anche la Cultura può passare di moda.
Tra noi che siamo figli anche di questi nostri luoghi, qui, con molta umiltà mi permetto di regalarla e di ricordare, al navigatore navigante che si è trovato a passare di qua, a te, se ancora non lo sai, che tra le altre cose Bertolt Brecht, nel suo teatro e nella sua poesia, cerca di non coinvolgere emotivamente ma intellettualmente, di dare opera su cui riflettere.
Aggiungere altro non aggiungerebbe ma toglierebbe, appunto, spazio alla possibilità di ragionare (e cercare) in proprio.

Bertolt Brecht: Domande di un lettore operaio
Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?
Ci sono i nomi dei re, dentro i libri.
Son stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?
Babilonia, distrutta tante volte,
chi altrettante la riedificò? In quale case,
di Lima lucente d’oro abitavano i costruttori?
Dove andarono, la sera che fu terminata la Grande Muraglia,
i muratori? Roma la grande
è piena d’archi di trionfo. Su chi
trionfarono i Cesari? La celebrata Bisanzio
aveva solo palazzi per i suoi abitanti? Anche nella favolosa Atlantide
la notte che il mare li inghiottì, affogavano urlando
aiuto ai loro schiavi.
Il giovane Alessandro conquistò l’india,
Da solo?
Cesare sconfisse i Galli.
Non aveva con sé nemmeno un cuoco?
Filippo di Spagna pianse, quando la flotta
gli fu affondata. Nessun altro pianse?
Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi,
oltre a lui, l’ha vinta?
Una vittoria ogni pagina,
Chi cucinò la cena della vittoria?
Ogni dieci anni un grand’uomo.
Chi ne pagò le spese?

Quante vicende,
tante domande.

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