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Archive for 12 giugno 2008

Giuseppe Palermo
Salvatore Pulici
Salvatore Smecca
Giovanni Natale Sofia
Salvatore Tumino
Giuseppe Zaccaria[1]


 [1] Sull’argomento penso sia interessante leggere il bel post dell’amico Marino

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Perché quella notte del 27 gennaio 1967 l’ha fatto, o l’hanno fatto per lui, resta a perdersi tra i tanti, infiniti, misteri. Quello che è sicuro è che da quella stanza dell’Ariston Luigi esce morto sparato.
Luigi Tenco aveva portato a Sanremo una canzone a suo modo truffaldina: il motivo era già stato scritto (come Li vidi tornare) dall’anno precedente. Nuovo era solo il testo (Ciao amore, ciao) che parlava di emigrazione; dei problemi di quella Italia davanti a cambiamenti epocali, in pieno boom, che si preparava al sessantotto, o meglio già in pieno sessantotto; ma quelli erano anni in cui al festival venivano portati anche motivi smaccatamente frutto di plagi.
Luigi vuole far parte di quel mondo, anche se fatica a mettere in musica quello che gira intorno. Infondo lui è un introverso, un intimista, un ottimo musicista che proviene, appunto, da una canzone intimista. Come succede spesso usare la cronaca in arte gli riesce molto difficile, quasi impossibile. Ne risente la sua musica. L’intera sua opera. I suoi stessi passi. Gli riesce meglio parlare del privato, di sé, tanto da mettere in gioco la sua stessa vita. Infatti un’altra cosa che sappiamo per certo, di quella notte, è che la sua canzone viene bocciata e che è l’ultima notte.
Luigi lascia una serie di splendide canzoni piene di malinconia e della sua fatica di vivere. Potrei farne un elenco ricordandone almeno alcune, come quella richiamata dal titolo. Spero che la curiosità spinga chi non lo conosce bene a ricercare, a rintracciare la sua eredità. Vorrei ricordarlo semplicemente con una sua sentita canzone d’amore: Ho capito che ti amo[1].


 [1] Non sono particolarmente innamorato, ma è assolutamente un caso che, ancora una volta, la canzone che avevo nella punta della lingua, questa, fosse una canzone d’amore? Se qualcuno, passando per Siena, vedrà un pezzo di cuore è pregato di lasciarlo dove si trova; è buona norma farsi gli affari propri. E poi è solo un piccolo frammento. D’altro canto, per fortuna, c’è ancora e sempre qualcuna, nei mie pensieri, a cui donerei una rosa.

Luigi Tenco: Ho capito che ti amo

[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/Hocapitochetiamo.mp3”%5D

Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
un tuo ritardo
per sentir svanire in me
l’indifferenza
per temere che tu
non venissi più
Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
una tua frase
per far sì che una serata
come un’altra
cominciasse per incanto
a illuminarsi
E pensare
che poco tempo prima
parlando con qualcuno
mi ero messo a dire
che oramai
non sarei più tornato
a credere all’amore
a illudermi a sognare
Ed ecco che poi
Ho capito che ti amo
e già era troppo tardi
per tornare
per un po’ ho cercato in me
l’indifferenza
poi mi son lasciato andare
nell’amore.

 

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