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Archive for 25 giugno 2008

AVVISI

Marinorumoridigente

L’ho sempre detto che è bravo, non solo qui. Andate a vederlo. Anche qui. E… leggetelo qui.

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Scatoletta per preziosi con mattoncino legoAbbiamo (o meglio abbiamo avuto) anche un deputato onorevole a Spinola anzi un sottosegretario. Si sa che onorevole si resta a vita. Di lui non rimane che una gran bella villa. Chissà perché nessuno se la passa meno che bene in quel giro? E naturalmente ha un nome composto. Comunque qualcuno, qui a Spinola, aspetta ancora che parli anche se sembra non abbia da tempo più niente da dire. Naturalmente viene dalla razza padrona. Dall’ultima volta che l’ho visto sono passati nove anni, dieci il prossimo. Perché me ne ricordo? Perché è stata l’occasione buona per far perdere per la prima volta il governo del comune al centro-sinistra e lui ha dato il suo disinteressato contributo. Per il resto quasi passerebbe inosservato. Non ricordo, inoltre, di averlo mai visto prendere il pane o che ne so.
Per il resto è solo gente che ci viene a dormire [Credo che i cittadini di Spinola di debbano definire Spinolotti, forse Spinolenti, ma mica ne sono certo.], e i soliti noti che a essere di una qualche importanza ci credono solo loro. Gente piena di Io: Io di qua, Io di là. Gente che prima che gli altri cerca di convincere sé stessa. Magari con il libro appresso a far vedere che sono anche uomini di pensiero (come Gregory). Avete mai notato come questi uomini di pensiero fumino quasi tutti? Ad essere onesto fumo anch’io ma non sto parlando di me, naturalmente, perché se parlassi di me dovrei annoverarmi tra i più grandi, tra i pensatori, data la assiduità con cui mi rifugio nel mio vizio, il fumo, per altro l’unico.
Tra questi pochi noti o presunti noti possiamo oggi annoverare, nonostante ogni sua possibile ritrosia, certamente anche Galatea (forse l’unica che ne avrebbe titolo e diritto) e quella lingua tagliente della signora Pina, col suo eversivo buonsenso. Infondo chi è stato se non lei, la nostra adorata Galatea, a rendere famoso il sindaco Carlo Taragnin, oltre persino i confini patrii? Ché a conoscerlo mica sembra poi chissà cosa. Un uomo grande e grosso con l’aria da contadino bonaccione. Di quelli che non ti aspetti che alzino la voce ma che lo sanno fare, naturalmente quando son certi di poterlo fare. Quando possono esercitarlo su chi ha meno potere di loro. Normalmente penseresti al sindaco del carnevale ma con i tempi che corrono è proprio il sindaco vero. Naso rosso e pensiero in bilico (forse pensiero è parola un po’ grossa), alle nove di sera è già alticcio dalle dieci del mattino. Il problema si mostra quando non trova chi gli spiega ciò che deve dire. Ma questo ci abbiamo; l’abbiamo voluto e ce lo teniamo. Peccato solo dover essere costretti a cambiarlo.
Ma non sono, loro, i cittadini di Spinola, differenti dai tanti. Infondo non pretendono molto. Vogliono solo qualcuno che si occupi di loro. Che gli dica cosa fare. Che, di tanto in tanto, li sgridi, da buon padre di famiglia. Che gli offra qualche argomento da bar. Che giochi con la viabilità. Noi cittadini etc. … vogliamo un re, un despota non ci basta. Infondo anche noi vogliamo il nostro Unto; noi veneziani diremmo: “onto”; e nemmeno tanto sottovoce.

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