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Archive for 27 giugno 2008

Cenerentola mostra le mutandineEro giovane, forse troppo, quando sono stato affascinato dal lavoro di Heinrich Schliemann leggendo I tesori di Troia – gli scavi di Schliemann a Troia, Micene e Tirino. Avevo, allora, letture raminghe e maleducate, anche un tantino perverse.

A distanza di tanti anni ricordo poco del libro e mi sorprende come recentemente, forse in relazione ad altri fatti, probabilmente senza affinità alcuna, mi sia tornato alla memoria. Naturalmente non sono stato in grado di rintracciarlo, il libro; allora prestavo tutto e poi l’ultimo trasloco l’ho fatto con una utilitaria e ho dovuto rinunciare a portarmi anche cose meno superflue. Non che nel frattempo siano intercorse novità di rilievo ma siamo in epoca da ristabilire le verità storiche e, probabilmente, anche il libro summenzionato può essere stato, nel frattempo, messo all’indice.

Troia, che da oggi sarà tramandata come Birichina, non fu fondata da piccoli omini verdi extraterrestri. L’unico di loro era Achille e non era ne piccolo ne verde. Il cosiddetto eroe non era invulnerabile ma solo calzava, si fa per dire, tuta e scafandro indistruttibili, ma non è di questo che si vuole parlare. Tra tutti quelli che si indaffaravano a cercare la mitica città Schliemann fu il primo a cercarla dove era sempre stata, fu questo che l’aiutò a trovarla. In realtà trovò una collina e frugando scoprì che nascondeva vecchi segreti, un po’ come Napoli, ma le analogie non si fermano qui. Ma ora sappiamo la vera storia e perché Schliemann ha dovuto scavare tanto. Perché s’è trovato davanti a nove strati di rovine, o meglio uno strato di rovine e otto di immondizie.

Dopo la fine ingloriosa della famosa guerra, quella di Troia, naturalmente, e di che diavolo stiamo parlando se non di quella troia di guerra di Troia per una donna un poco… insomma, non molto seria? dicevamo… i troiani hanno provato a ricostruire la città così com’era. Volevano farne una nuova Tebe, anche se magari loro si sarebbero accontentati anche di una porta sola, tanto si sa che se uno vuole entrare un modo lo trova, e almeno cucina e cucinino, magari doppi servizi e una camera ampia. Hanno all’uopo chiamato i migliori architetti e ingegneri, maestranze da tutto il mondo, geometri (forse questo è stato il guaio) e chi più né ha più né metta. Rifatta, vista, balzava all’occhio che era riuscita male e così avevano disfatto tutto e ricominciato. Questo per otto volte finché, alla fine, si sono arresi e hanno rinunciato. Per questo Schliemann non ha trovato una città mitologica sotto una città ma solo una collina di rovine.

Vuoi vedere che anche nel napoletano non è emergenza immondizie? Che, sotto sotto, anche sotto l’erba, le colline di rifiuti scoperte a Chiaiano non sono di rifiuti, ma di reperti archeologici, in qualche caso anche già imballati?

[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/Itaca.mp3”%5D I Napoletani pregano di non inviare altri “reperti” che si accontentano di quelli che hanno già.

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