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Archive for giugno 2008

Ultima tesi di una sinistra antagonista:

Cervello in venditaIl nostro impegno per la giustizia e la libertà deve essere forte e intransigente. Compagni! riscopriamo la lotta di classe. Partiamo dalle elementari. Il futuro è nel nostro passato“.

[scoperto “padrone”, indetto sciopero del cane]

Il post sembra cascare quanto mai opportuno visti i recenti fatti di imbarbarimento della vita dell’Italia e vista questa nuova (presunta?) riscoperta del pensiero Marxiano.

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Biancaneve che mostra le mutandinePremettere è sempre una sconfitta. Accettare un limite alla comunicazione, alla sua immediatezza.
Non proprio recentemente ricevo una mail da un giovane amico che mi invita ad una sorta di festa di insediamento. Nella stessa i giovani del nuovo “soggetto politico” progressista (?) PD, o meglio lui a nome di quei giovani, afferma proprio quanto segue: Ci stiamo preparando come Nuovo Gruppo Dirigente.
Loro, i giovani democratici (spero si possano definire così), non si avvicinano alla politica ma si propongono già per i suoi vertici; direttamente. Come dilettanti allo sbaraglio. Come se si trattasse di una puntata di Un posto al sole.
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Invocasi concorso pubblico. Il manuale sulla viabilità sarà distribuito gratuitamente dalla Direzione.
Ho sempre confidato sui giovani. La nuova parola d’ordine sarà: il peggio non è mai morto“.
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Già anche i nani crescono… ma sempre nani restano.

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Mutandine appesa al filoDiciamo la verità: anche noi al suo posto lo faremmo; chiunque. Chi avendone la possibilità, un briciolo di potere, una occasione, non spenderebbe una parola, non cercherebbe di sistemare chi gli sta vicino, magari il fratello più piccolo, un figlio, magari un posto sicuro, uno stipendio a fine mese, e ancor più i propri affari? Alzi la mano chi non lo farebbe. Metti, ad esempio, che hai bisogno di un permesso di edificabilità che ti è sempre stato negato, il sogno della tua vita, cosa fai?

Ciò che sorprende sono tutte queste leggi e leggine, tutto questo frastuono, a cui ricorre il piccolo principe. Da che mondo è mondo il principe è il principe, ce lo spiegava anche il Machiavelli, non ha bisogno di meschinità, non ha bisogno di leggi, lui è la legge.

Si pregano gli amici dell’A.N.C.I.D. (Associazione Nazionale Cacciatori Democratici; ndr. La “I” mancante sta naturalmente per Italiani) di prendere bene la mira prima di sparare.

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Volo di aereo di carta di giornalePerché questa poesia? Perché considero Federico Garcia Lorca uno dei maggiori poeti, se non il maggiore, del secolo scorso, ma anche perché un affetto del tutto particolare mi lega proprio a questa poesia. Ero poco più di un ragazzo quando l’ho sentita recitare per televisione da Arnoldo Foà. Allora si recitavano ancora poesie, anche se raramente, per televisione. Ricordo la voce sofferta di Ungaretti dare anima, corpo e dolore alle sue rime. Ma quella sera è stato amore subito. Vorrei dire che quella è stata le sera in cui mi sono innamorato della poesia.
Una sera a teatro ho avuto la fortuna di assistere ad un’opera molto affascinante di Lindsay Kemp (credo fosse, se la memoria non mi inganna, Cruel Garden) dove il coreografo, attore, ballerino, mimo e regista britannico mostrava di aver compresi completamente il mondo e la poetica di Lorca. E’ stata una di quelle emozioni che non si possono scordare.
Solitamente non amo aggiungere commenti alle opere degli altri, ne note biografiche, confidando nella curiosità di chi legge, ma qualche facile collegamento a volte lo aggiungo, per i più pigri, sperando di dare un minimo di servizio. Noterete come il testo riportato e quello letto differiscono più che leggermente ma ho voluto lasciare le due versioni della stessa breve poesia. La versione riportata circola in rete. Quella letta è più rispettosa del testo originale, come presente in Lorca poesie, edito da Guanda nella collana Fenice nel 1962.
Ho perso un mio disegno di cipria ispirato a questo autore e me ne rammarico.

Federico Garcia Lorca: Cassida del pianto

Ho chiuso la mia finestra
perché non voglio udire il pianto,
ma dietro i grigi muri
altro non s’ode che il pianto.

Vi sono pochissimi angeli che cantano,
pochissimi cani che abbaiano;
mille violini entrano nella palma della mia mano.

Ma il pianto è un cane immenso,
il pianto è un angelo immenso,
il pianto è un violino immenso,
le lacrime imbavagliano il vento.
e altro non s’ode che il pianto.


Cassida del Pianto alla chitarra: Mario Gangi

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Per chi avesse un po’ di tempo da perdere anche a questo indirizzo può trovare il mio raccontino del mese:

Vita breve ed altre cose

 

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scatoletta per preziosi con mattoncino legoNon so se sia mitico ma è nordest. Magari qualcuno può essersi fatto, in rete o in qualsiasi altro luogo, un’idea approssimativa. Meglio essere certi di quello di cui stiamo parlando.
Se si prende in mano una carta geografica dell’Italia guardandola con attenzione… quel piccolo punto che si cerca di cacciare con la mano… beh! quella è Spinola. Una sorta di buco nel culo del mondo. Insomma una cacatina di mosca. Ci dormono ventiseimila persone circa. Ci vivono il dieci percento, sempre circa, a farla grossa. Qualcuno pensa che ne sia il centro, del mondo. Per un Veneziano come me, questo fazzoletto di campagna, terra di contadini e di periferia, la cosa risulta alquanto improbabile. Ma noi siamo genti pazienti e tolleranti. Vivo Spinola come fosse una città ma non riescono a convincermene. Ma ha i suoi lati buoni, Spinola: è una sorta di baluardo rosso circondato dalla marea montante leghista; da bandiere con la foglia di maria e cartelli senza la vocale finale. Una specie di barricata. Tranne che per le amministrative. Qui, questa sinistra dei miracoli, da dieci anni riesce a far eleggere il candidato degli altri; un candidato di centro spurio con arie di destra decisionista e, decisamente, muscolare.
Ora come ora, vedi calendario, si comincia a pensare per le elezioni. Non è mai troppo tardi. Il duemilanove è dietro l’angolo. Comincia… una sorta di effervescenza. Dall’altra parte (con una destra così divisa come non si ricorda nemmeno a sinistra, in Italia, in tutta la storia di tutte le sue numerate repubbliche) cercano di rastrellare consensi dell’ultima ora certi di non avere carte che, al massimo, per perdere senza troppo disonore, certi di essere alla frutta, di aver scontentato tutti, di aver varcato il confine della disperazione.
Invece dall’altra parte (la mia) non va poi bene come si potrebbe pensare. A sinistra non si sa come portare a casa, e tradurre in governo, il proprio serbatoio di voti. Si guarda increduli ai consensi come non fossero storici e veri. Si diffida su tutto. Naturalmente non si parla ne di programma ne tanto meno di candidato. C’è una corsa alla fuga. Lo slogan più diffuso è: “Ma non scherziamo”.
Mi sorge il sospetto che dal PD all’estrema, Dipietristi compresi, si sia tentati da nuove strategie. Elenco le due che a mio avviso paiono, al momento, le più probabili:

  • Campagna conservativa che potrebbe consistere nel presentare il candidato dopo la tornata elettorale. Questo non permetterebbe di vincere, può farlo solo chi partecipa, ma permetterebbe si scegliere la persona giusta al momento meno rischioso.
  • Campagna innovativa che potrebbe rivelarsi non priva di soddisfazioni e vedrebbe la candidatura dello stesso candidato del centro destra così, sia che si perda e sia che si vinca, lo si fa in buona compagnia.

Cercherò di tenervi aggiornati se si presenteranno delle novità. Infondo anche la politica ha le sue regole, cioè le sue tegole, ma sembra che la parola d’ordine: “queste elezioni non san da fare” abbia mostrato di non essere compresa e percorribile.

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La guerra sembra non avere pause; è persino troppo impegnativo mantenere un elenco.
Nella Ue, una vittima ogni tre minuti
Morti di Settimo, denunciato un egiziano
E’ il titolare di un’impresa che si occupa di ponteggi: avrebbe reclutato lui i connazionali deceduti nel cantiere.

Tra gli altri, questi di venerdì scorso, sono altri due. Non so se contano meno essendo egiziani o se “l’imprenditore” è più colpevole essendo un loro connazionale.

Le varie anime della Sinistra Rifondarola deplorano le morti sul lavoro
La Sinistra Comunista Italiana deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Critica deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Antagonista deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Rivoluzionaria [IVª Internazionale] deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Trotskista e Leninista deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Democratica deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Democrstiana deplora le morti sul lavoro
La Sinistra Biologica [leggi Verdi] deplora le morti sul lavoro
Persino la Sinistra che non è di sinistra deplora le morti sul lavoro
Anche tutte le Sinistre che posso aver dimenticato, naturalmente, deplorano le morti sul lavoro
La Sinistra solo Sinistra, riunita nel cimitero monumentale del Verano, probabilmente lo farebbe ma resta in un raccolto silenzio.
All’appello continua a mancare una Sinistra di Governo ma nessuno sembra darsene pena.

Quello che so è che è l’unica guerra che non compare nell’elenco dei conflitti ancora in atto al mondo.
Quello che so è che non è civiltà quella che massacra le sue genti.

E poi… Questo è solo un blog
[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/Certoipadronimorranno.mp3”%5D

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Ho come la sensazione che mi stiano a sentire, ma questo mi succede anche al bar; al Bar da Clara, come ho spiegato altrove. E poi, che vi devo dire? non credo che per noi, quello delle intercettazioni, sia un problema sentito. Infondo guardo lo statino paga e temo sia un lusso che non mi posso concedere. Sono un italiano medio; più che medio nella media, nella media di quelli che vivono ma lo fanno a fatica, cioè proprio nella merda. Che poi sono solo “le cose degli altri” ma Giovanna, la mia vicina, ha delle cose di grande e voluminosa importanza.
Così io, comunque, ieri sera, nel mio piccolo, ho cercato di capire il problema e ho messo l’orecchio sul muro e fatto attenzione per intercettarli (credo si possa definire intercettazione ambientale). In realtà non ho sentito granché, prima la televisione (ora so che guardano il grande fratello) e poi, improvvisamente, mentre ancora si stavano facendo le nominations, solo suoni gutturali e cigolii strani. Qualcuno sembrava quasi sentirsi male, e, per dire in vero, non mi sarebbe servito nemmeno appiccicare l’orecchio perché si sentiva bene lo stesso. Poi la Giovanna, che è sempre così gentile e a modo, anche quando la incontro in ascensore, e che è proprio un bel vedere, si è messa a gridare per dare ragione al compagno e lo ha fatto con testarda e determinata insistenza; non ho capito qual’era l’argomento comunque lui doveva avere ragioni da vendere ma m’è rimasta la curiosità.
Stamane, quando ho incontrato quella vecchia volpe della signora Adelia, che non si chiama Adelina ma proprio Adelia, donna di rigidi principi e di una certa, matura, età, ho cercato di saperne di più e lei mi ha spiegato candidamente che la Giovanna lo fa spesso, anche troppo spesso per i suoi gusti, e soprattutto non salta mai il venerdì. Con l’occasione mi ha anche precisato che, sempre secondo lei, gli inquilini del primo non devono essere in regola; secondo lei hanno un contratto in nero, ma non ne è ancora sicura. Vedremo. Nel frattempo ho deciso, a questo punto, di farmi gli affari miei perché mi sembra tutto una grande puttanata; un gran casino per niente; solite cose della politica.

Tanto rumore per nulla: in ogni città, anzi in ogni quartiere, anzi in ogni via, e più precisamente quasi in ogni stabile che si rispetti c’è una signora Adelia. Per sapere le cose degli altri basta chiedere a lei. Non serve fare tanto fracasso[1].

[Audio “http://se.mario2.googlepages.com/BuonaseraDottore.mp3”%5D


[1] Ho evitato di mettere in evidenza che la signora Adelia altro non è che mia cognata per non rendere la cosa troppo palese; intorno la conoscono un poco tutti.

P.S. apprendiamo ora che, a seguito di Decreto di Legge di recente emanazione, l’autore della canzone, l’editore e tutti coloro che hanno collaborato alla pubblicazione, compresi i blogger, sono stati denunciati d’ufficio e rischiano una pena di tre anni con l’aggravante di dover ascoltare il pezzo, senza soluzione di continuità, dalle 6 alle 18 festività comprese.

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Allora, gente, la notizia è che oggi, durante la conferenza stampa che potete guardare cliccando qua, abbiamo presentato un nuovo servizio che potrebbe rivelarsi una vera e propria rivoluzione.
A partire da domani, sabato 14 giugno 2008, se una struttura pubblica ti ha negato la prescrizione della pillola del giorno dopo, e se sei a Roma o a Milano, puoi ricevere assistenza immediata chiamando i numeri di Soccorso Civile ed ottenendo subito la ricetta.
A Roma puoi chiamare il numero 333 9856046 tutti i giorni feriali dalle 09:00 alle 19:00, e non stop dalle 09:00 del sabato mattina fino alle 09:00 del lunedì mattina.
A Milano puoi chiamare il numero 345 5011223 non stop dalle 18:00 del venerdì pomeriggio fino alle 08:00 del lunedì mattina.
Per fare in modo che il servizio venga conosciuto da quante più persone possibile, e quindi per far sì che possano usufruirne in tanti, chiedo a tutti di aiutarci a diffondere la notizia; ecco quello che puoi fare per dare una mano:
1. se hai qualche minuto di tempo, fai un post sull’argomento, mettendoci dentro un link a questa pagina;
2. scarica a questo indirizzo il codice per mettere sul tuo blog il banner che pubblicizza l’iniziativa;
3. chiedi a tutti i blogger con cui sei in contatto di darsi da fare anche loro.
E’ inutile aggiungere che gli organi di informazione tradizionali stanno facendo del loro meglio per ignorare la notizia, e che quindi l’aiuto dei blogger è determinante per il suo successo.

Che dite, gente: ci date una mano?

Se sei un medico e vuoi attivarti nella tua città, manda una mail a soccorsocivile@lucacoscioni.it.

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Elisa Mariapia Lourder Sampietro Raspini era tutta in quel nome e si chiedeva perché. Non aveva nulla di cui rimproverarsi. Era una buona lavoratrice. Era inserita nella sua comunità. Rispettava le feste. Approfittava di ogni occasione di carità. Allora perché il Signore aveva voluto metterla così pesantemente alla prova? Se lo chiedeva davanti allo specchio. Le aveva donato quel corpo che era una bestemmia. Un corpo che non poteva che essere una sfida e che attirava tutti gli occhi maschi. Un corpo da… da donna di malaffare. Soprattutto a guardarsi nuda sapeva che sarebbe stata sempre schiava del corpo in cui viveva.

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