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Archive for 5 luglio 2008

Logo del Congressoscacchiera con scacchiPadova, Sheraton Hotel. Congresso regionale del Partito Socialista.

Si aprono le danze. Sale sul “pulpitoCrema, un altro che le cose mica se le lascia dire. Come tutti è per un rinnovamento che faccia emergere una nuova e giovane generazione, tranquillizzato che la cosa è di per sé impossibile. Basta infatti un occhio alla sala per capire che può dormire sonno tranquilli almeno per il prossimo ventennio. Naturalmente come gli altri tromboni è della tre. Mi ricorda qualcosa che diceva all’incirca “rinnovamento nella continuità“. Anche lui se la prende con tutti ma difende anche tutti, compreso De Michelis, non vorrebbe mai se la fosse presa. E poi così lo lascia libero di non rispondere alla provocazione di Cresco che, da parte sua, l’aveva coinvolto.

Segue, alla faccia degli assenti (ma si sono già sistemati, loro), Vazzoler, l’ultimo dei cosiddetti grandi cioè il penultimo dei notabili (nel caso del grande cardinale anche nottambuli). Qualcosa non torna forse perché lui non lo sa. Infatti nel caso Vazzoler c’è una complicanza, oltre a non aver da dire non sa come dirlo. E’ una concessione democratica la sua appartenenza ai grandi. A chi non lo conoscesse sembrerebbe già giunta l’ora dei mediocri, dei dilettanti. Il nuovo? ma forse è il momento giusto. Fa da apripista. Subito dopo parlerà il sultano così si noterà meglio la qualità.

Infatti si alza, atteso, l’ex ministro (avete letto bene) De Michelis. E’ proprio vero che i principi curano poco la parrucca e sotto non lavano i capelli. Qualcuno osserva che pare invecchiato. A me non pare. Certo non ringiovanito. Lui non è uomo da rinnegare e per questo non lo sa, conferma tutto, compreso l’orgoglio di essere sempre stato socialista, a qualsiasi tavolo si sia seduto a cena. Si sente subito il politico che parla il linguaggio alto della politica. Non dice nulla ma lo dice bene, in modo forbito. Con i verbi e gli articoli al loro posto. Senza bisogno di suggerimenti. Non fosse per il cosa il come desterebbe tutta la mia meraviglia. Emulo di una famosa scuola di tessitori prosodianti bizantini dice tutto e tutto il contrario. Lui i grandi democristiani li ha conosciuti dal vero, mica ciccioli. Dove vuole andare a parare? Intesse la sua fitta trama. E’ d’accordo perfettamente su tutto con quanto sostenuto dal compagno Nencini. Quando avrà finito avrà dimostrato che quel Nencini ha detto solo una sfilza di cavolate che non portano da nessuna parte. Lo avrà letteralmente smontato.

Lui, il cardinale veneto, apre a qualsiasi ipotesi e non ne chiude nessuna. Fermo restando strenuo assertore della mozione TRE, si tratta del posto di lavoro mica di carabattole, non abbraccia nessuna tesi per poter sposare quella opportuna al momento opportuno. Le sue parole corrono veloci ma chete e si muovono troppo alte per i buzzurri. S’è lasciato però scappare che gli ex socialisti sono proprio ex (forse quasi senza ritorno ne clemenza per loro), ma infondo, come Brunetta, hanno conservato un comune sentire. Per tutti ci sarà un tentativo flebile di applauso, in questo caso è leggermente più convinto, i fannulloni hanno più nemici che voglia di riposare. Infondo e facile colpire un bersaglio fermo, anche se a salve; è sempre più semplice centrare un nemico esposto, ferito. Quando ha finito di parlare si capisce che il congresso sarebbe terminato e che nulla può essere cambiato, non senza la sua benedizione. Si controlla prima di quanto mi aspetti e non pronuncia l’attesa benedizione: “la messa è finita, andate in pace“.

Se non è stata tutta colpa di Boselli¹, certo Angius dev’essere uno che per portare sfiga ne porta a cariolate.

Xe caldo, xe umido, par de sofegar / e semo più in merda de sedese ani fa“².

Alberto D’Amico: Cavarte dal fredo³ [Audio http://se.mario2.googlepages.com/CavarteDalFredo.mp3%5D

Qualora, in Explorer, il suono della canzone risulti distorto potrà essere ascoltata solo attraverso il lettore residente nel Vs. PC cliccando in questo link: Cavarte dal fredo

[CONTINUA E FINISCE (non se ne poteva più) DOMANI]


1] Chi dovesse incontrarlo è pregato di ricordarsi che i Socialisti non sono giustizialisti (o si?).

2] Quando son stati beccati tutti con le mani nella marmellata.

3] Spero che il mio dialetto non renda troppo difficile seguire il testo della canzone.

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MascheraStamattina mi alzo e guardo il cielo.
E’ una giornata indecisa.
Se resta coperto mi risparmio un po’ di caldo.
Se esce il sole “Lei” va al mare.
Non so per cosa tifare.
Alla fine decido che è la sua stagione e che un po’ di caldo non può certo spaventarmi.

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