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Archive for 14 luglio 2008

Avete mai provato a raccontare una storia o un sogno con gli occhi? Lui aveva provato a fare sia questo che quello. Era stato come camminare sul filo, una sorta di gioco di equilibri. La storia lei la conosceva già e il sogno non lo aveva capito. Non che non avesse insistito, solo che il risultato erano state milioni di parole senza dire la sola vera. Il problema era che lui non conosceva quelle parole altre. Sua madre, da piccolo, gli cantava sempre la stessa ninnananna e provatevi, se ne siete capaci, ad addormentarvi con sempre la stessa ninnananna. Anche il gesto può semplice, allora, può apparire incauto (forse è la disgrazia dei segni doppi). E poi tutti, in quel posto, sembravano ascoltare loro. Aveva poi anche provato a dirglielo con un cane di stoffa; aspettando che venisse natale. Lui sapeva solo che non aveva più appetito, ma questo voleva dire poco, o forse niente, o tutto, ma mica glielo poteva confermare. Sapeva solo che aveva ripreso a sognare ma non sognava lei ma altre. A volte ragazze che conosceva e che a volte lì, nel sogno, erano diverse ma erano anche loro. A volte giovani donne, sempre giovani, che non aveva mai visto e che non avrebbe rivisto. Ed erano sempre dolci e a volte anche sfacciate, e aveva ricominciato a svegliarsi sporco al mattino.

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