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Archive for 4 settembre 2008

Come dicono alla televisione: post sconsigliato a chi ha delle vere e ferme convinzioni e ai deboli di cuore.

Magari ormai tutti nutrono almeno un dubbio sul fatto che la terra se ne stia, nello spazio, buona e ferma, al centro, e sia quadrata. Certo che loro si che hanno memoria e sono coerenti nel tempo: Niente giardini vaticani per la statua di Galileo. Potrebbe essere diverso? Credo di no. Non è forse vero che il principale è ancora incazzato, dopo tanto tempo che di più non è possibile ricordare, quasi una eternità, per colpa di una semplice e stupida mela che a me, già dalla prima reazione, sembrava tutto del tutto esagerato?
Tutto il resto e capzioso, sofismo. Anche tutte queste storie sul momento preciso in cui l’uomo passa dalla vita alla morte. Cosa centra l’Elettroencefalogramma? Qui i laici cercano di barare. Non è forse vero che a certi cani, o animali consimili purché domestici, manca solo la parola? Ciò dimostra, senza bisogno d’altro, come l’uomo, anch’esso domestico, non sia solo cuore e testa. L’essenza dell’uomo è l’anima. Per quanti ingegni si siamo sforzati al riguardo nessuno è mai riuscito a dimostrare, prove alla mano, quando muore l’anima. Una volta era possibile stabilire quando inizia: te la infilavano dentro lavandoti la testa quando ancora non eri in grado di capire. Oggi non è più vero nemmeno quello: te la trovi dentro prima ancora che mamma abbia fatto la prima ecografia. Forse è lei, l’anima, che ti adotta. Chiamatemi il dottor Faust.

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Dopo l’invasione dei primi anni 70, di quello che verrà definito come progressive rock, con gruppi come i Pink Floyd, Emerson Lake & Palmer, Yes, King Crimson, Jethro Tull, Genesis, Traffic, Van der Graaf Generator, Soft Machine, etc. anche in Italia si diffonde una fare musica che verrà etichettato come rock progressivo italiano, con gruppi (si noti che non vengono più chiamati complessi) come Premiata Forneria Marconi (abbreviato: PFM), Il Banco del Mutuo Soccorso (poi semplicemente Banco), Osanna, Perigeo, Le Orme, Area, New Trolls, Napoli Centrale, etc . alcuni dei quali si erano già fatti conoscere ed erano sulla scena da qualche anno. In realtà i nomi che si sarebbero dovuti ricordare sono una infinità ma per questioni di spazio ci fermiamo a quelli che per anni sono stati considerati i caposaldi del genere.
Le capacità tecniche si sono molto evolute rispetto alle formazioni degli anni sessanta e la loro proposta musicale cerca di trovare spazi autonomi e ha un respiro europeo. Un gruppo dei primi tempi evolve la sua musica in questo senso prima di affermarsi: gli Stormy Six. Il gruppo milanese, forse più famoso fuori dei nostri confini che da noi, attraverso continui cambiamenti di organico, propone una musica politicamente molto impegnata (con testi che oggi risulteranno datati, come quello presente), ma musicalmente molto raffinata. Mi riprometto di parlarne meglio altrove ma qui vorrei presentare il loro brano più famoso: quella Stalingrado (da quel grande disco del 1975 che è Un biglietto per il tram) che lascerà un segno indelebile nella musica italiana (Quel tram porta a piazzale Loreto).
[Audio http://se.mario2.googlepages.com/Stalingrado.mp3%5D

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Questo è il commento di Marino al post:

A proposito di Stormy Six, questo è il sito di Franco Fabbri, storico chitarrista degli stessi e docente di storia della musica, che ho avuto il piacere di conoscere personalmente: http://www.francofabbri.net/

N.B. Franco fabbri è l’autore del pezzo (che ricorda la vittoria dopo l’assedio nazista del 43 alla città) e della maggiornanza dei pezzi del gruppo e l’unico ad aver attraversato tutta la storia degli Stormy six.

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