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Archive for 14 settembre 2008

Riaprono tutte le scuole e come le altre riapre anche la Scuola Media Statale «Giovanni Taglio&cucito» (veramente si denominerebbe G puntato etc. detto Nane). E’ lì che insegna anche la nostra celebrità più nota. In quel posto, non troppo vicino, ma nemmeno troppo lontano da Spinola, che è profondo nordest. In quel posto dove vige una morale che spiega che un blog non si addice ad UNA insegnante e postare è cosa assolutamente indegna quando non immorale; certo degradante.
La libertà è fatta anche delle piccole libertà; rispettosamente rispettando. Comincia da queste infime questioni. E’ costruita anche attraverso queste minutaglie. Ma si sa, le nostre sono terre di gente semplice, laboriosa, con la testa dura e i calli alle mani; che solo recentemente ha conosciuto la ricchezza e imparato a scrivere. Dove il buonsenso è il sesso degli angeli e il pettegolezzo va bisbigliato nella pasticceria del centro e dal parrucchiere. A legger il vocabolario sono giunti alla lettera Gi. Per la I, di ironia, ne devono ancora sfogliare di pagine e figure. E non è nemmeno detto che con quelle misere spiegazioni il vocabolo possa risultare comprensibile. Mica stiamo parlando di Ca’ Foscari. Chi ha orecchie da intendere si arrabatti un po’ anche se tutto sembra così sospeso nel nulla.

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Terra del disincanto la terra
del ricordo. Volevo offenderti col cuore
e radicare in te la speranza e
una favola: la fantasia. Darti giorni
che non sarebbero mai giunti. Io lo so, tu
pure lo sapevi, ma è bello illudersi, a volte,
per una favola, nella speranza ma gli anni
ci facevano diversi e i giorni
erano un conto che stava consumando
la sua fine. Avrei voluto aiutarti nel viaggio…
nel viaggio che non potevi conoscere,
tenendoti per mano, di una tenerezza
che ci era stata ancora proibita. Quel caffè
ci avrebbe aspettato,
non sarebbe mai stato nostro. Volevo solo
parlarti d’amore, che tu lo sapessi, conoscere
quell’uomo che conoscevo da sempre e
che non ho mai conosciuto veramente.
Per una volta nella mia vita provare
a perdonare, l’unico sbaglio che hai fatto; dimenticare
come mai ho saputo fare. Prima che la memoria
dimentichi lo voglio ancora una volta ricordare.

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