Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 4 dicembre 2008

deserto15 gocce di un ansiolitico generico cioè equivalente permettono di sopportare i massacratoriDiCoglioni e le sfighe, pubbliche e private.
20 gocce aiutano a dormirci sopra.
Mi addormento e penso: Domani mi sveglio in un paese migliore, in un Italia senza Berlusconi. Mi sveglio nel bel mezzo del deserto.

Read Full Post »

colombaCome in un gioco degli specchi l’illusorio non potrebbe non trasfigurare il reale. Tutto è distratto nella lotta tra l’immagine e la realtà. In nessun caso si potrebbe sostenere che Bambola sia un figura di questo mondo. Allo stesso tempo non si potrebbe affermare, con assoluta sincerità, che Bambola non esista; anche se nessuno l’ha mai vista. Forse è vero, come sostiene Michele, che Lei, Bambola, è solo una donna di carta, una favola di una notte piena di sogni ma senza sonno, una Principessa a suo modo fuori dal tempo. Eppure non potrebbe farlo perdere quel sonno. Lasciare frustato di ansie a rincorrere ciò che non si non potrebbe raggiungere. Forse è vero o potrebbe non esserlo tutto questo.
Non si non dovrebbe volere tutto dalle persone. Chi ha condotto la sua vita con fare pratico mettendo sempre ordine tra le sue cose ha cercato di riconoscere in Bambola una donna che un giorno aveva incontrato. Più spesso si sono lasciati nel sospetto che altri non fosse che una donna che lo scrivente rincorreva. Comunque per niente disposti ad ammettere che Bambola non fosse anche nella realtà; come dar loro torto. Io, personalmente, mi son fatto un’idea del tutto originale. Quando sono con Lei mi dimentico di essere. Difficile da spiegare. In realtà Lei mi ha detto ti accompagno per mano. Metti ordine in tutto e nelle parole. Questo non è un racconto ma la realtà. In verità è il vero, il contenuto, ad essere surreale. Non servirebbe nessun’altra fantasia.
Non mi resta che crederLe ma permane un residuo di sospetto. Forse Lei è solo quel femmineo che potrei sognare quando mi lascio sfiorare in spazi meno angusti. Ma potrebbe essere anche la donna che ogn’uno ha incontrato senza riconoscerla. O ancora quella che tutti hanno aspettato. Io cerco di metterlo, quell’ordine. Di capacitarmi. Eppure anch’io non so che immaginare una figura di donna fatta di cose terrene. Forse è questo il mio limite. Un limite a cui non so andare oltre. Allora penso alle donne, a tutte le donne, che ho incontrato prima di Lei; o almeno ad alcune di loro.
Liana (donna reale come le altre) non potrebbe mai essere Bambola (favola immaginaria, appunto, sospesa tra la fantasia e il sogno) ma Annastella sì. Nemmeno Margherita potrebbe mai essere Bambola ma Benedetta, forse, sì. Nemmeno Gabriella potrebbe mai esserlo, Bambola. Infondo in questa rincorsa c’è tutta la donna, le donne, il mistero della femminilità. Quello che potrebbe far perdere un uomo e lasciarlo in balia di qualsiasi avvenimento oppure, ancora, fargli credere che il cielo sia lì, vicino, che basti allungare un dito.
Liana non potrebbe mai essere Bambola. Troppo confidenziale il suo abbraccio nel quale mi lasciava sprofondare avvolgendomi tutto. Troppo intriganti gli occhi con i quali mi guardava e troppo carnale la intimità che mi trasmetteva. Fatta di carne fin troppo morbida e tanta, la sua tristezza ne trasfigurava il viso, ma sarebbe stato troppo violento cercare di dirle di no. Sfiorarla e desiderarla era un’unica cosa.
Annastella sarebbe una bambola perfetta se sapesse di esserlo. Bella domanda questa. Una di quelle domande a cui è impossibile dare risposte. Infatti nessuno ha mai risposto al segreto quesito se crede che nessuno possa amarla prima di averla prima assaggiata oppure se è certa che tutti la debbano amare fin dal primo istante. Nella parte Lei sarebbe perfetta perché sa svanire appena viene sfiorata. Anche la causa di questo resta ignota, ma quale donna non porta con se un segreto cioè quale donna non è il segreto? Ma bambola è un essere esile, gentile e sbarazzino.
Margherita non potrebbe mai essere Bambola. Troppi anni gli sono passati addosso. Li ho visti tutti. Ed è sempre stata sin troppo di carne e di molta carne. Troppo pratica e risoluta. Le carni ormai si abbandonano alla stanchezza. E lei tenta di resistere testardamente alle lusinghe perché non sa essere che di sé stessa. E di quel suo fuggire impetuoso e testardo. E’ per questo che lei non ha più saputo essere di un uomo solo, e non aveva mai imparato ad esserlo di altri.
Benedetta anche potrebbe interpretare benissimo la parte. Forse un po’ troppo alta che mi supera in altezza. Forse un po’ troppo distaccata dalle cose e fiera della sua immagine. Certo che con quel nome… ma esile lo è, come un giunco. Se l’abbraccio allora sì è come se scoprissi la sua inconsistenza. E mi guarda come se dicessi cose importanti però poi esce a prendere un caffè con un altro. E mi riconosce in ogni sillaba che dico. Allora mi prende la paura di lasciarmi sfuggire anche un fiato. Quando mi ha detto che mi ama non voleva dire che era disposta ad essere amata, ma infondo anche Gabriella l’ha detto.
Gabriella no! non potrebbe essere Bambola. Troppe tette due tette come le sue. Così in vetrina difficile che l’occhio non ci cada dentro. Non ci precipiti in mezzo. Ti parla e i tuoi occhi sono lì. E lì rimangono. Piena di carne tenera e soffice. E forse Lei veramente non se ne accorge. Ha una storia triste e due allegre ma tutto è facile perché Lei ha dalla sua la fortuna ed è troppo decisa per lasciare decidere la sorte. Quale delle tre storie la faccia soffri ree maggiormente non se l’è mai lasciato scappare. L’ultima sera è arrivata e se ne stava già andando. Prima ancora che gli occhi estranei potessero guardare tutte le sue cicce.
Bambola mi guarda attenta da dietro le spalle. Prima nemmeno parla per capire ma alla fine mi dice: perché preoccuparsi tanto. E poi non è nemmeno gentile. Pensare alle altre quando puoi pensare solo a me? Voglio il tuo tempo e lo voglio tutto. Poi si accorge che ho dimenticato di mettere una virgola. Non fa sconti e non gli sfugge nulla.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: