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Archive for 12 dicembre 2008

Da quali esperienze proviene quel filone musicale della nostra musica di cui si accennava la volta precedente e che è stato definito come musica progressiva? Si inserisce nella musica, soprattutto inglese di quegli anni, che vede tra le sue espressioni massime Pink Floyd, Traffic, Jethro Tull, Genesis, Van der graff generator, etc. Io preferisco ricordarla con una pietra miliare fin troppo nota (ma non forse la più nota) del 1969 dei King Crimson: Epithaf presente nel primo album della band In the Court of the Crimson King, vero emblema del genere.

013-ragazzini02Composizione grafica di Mario DG

Spesso, nel tracciare la storia di questo movimento, si inseriscono al suo interno esperienze che niente hanno a che fare con lo stesso come, per esempio, l’Hard rock che ne è l’esatto contrapposto sulla scena. Io invece tenderei a lasciare fuori anche quelle esperienze, come la scuola di Canterbury, più influenzate da un approccio jazzistico alla musica che non dalla mediazione con una musica di impronta colta se non addirittura sinfonica cioè intente in una vera e propria contaminazione con la musica classica. Si dovrebbe dire che infondo tutto inizia dall’inizio. L’idea in embrione è già nei primi Procol Harum con la loro hit A whiter shade of Pale del 1967 e poi nei Moody Blues, negli E.L.O. e nei Move fino ai Nice di Keith Emerson (poi in Emerson, Lake e Palmer), correndo spesso il rischio di cadere nel virtuosismo, prima di prendere la forma definitiva e matura degli esempi che ancor oggi vengono ricordati, come quello qui presentato.
Con il tempo diventerà una musica sempre più “complessiva” fatta di suoni, di luci, di colori. Con le grandi amplificazioni. Con la presenza sul palco di veri “attori” come Peter Gabriel. Con tourné mastodontiche e palchi senza fine. E’ la musica della mente. Fino ai mena concerti degli stessi Pink Floyd.
Il quartetto che incide il disco è composto da Robert Fripp, Greg Lake, Mike Giles e Ian McDonald a cui si aggiunge con il contributo di idee proprie e geniale creatività poetica Peter Sinfield, ma il Re cremisi è e resterà soprattutto il chitarrista Robert Fripp, comunque il risultato di tale connubio è assolutamente eccezionale.
Epitaph anche se qui non c’è tutta la cifra stilistica della musica di Fripp ma si è cercato di evitare la scelta più scontata e questo è comunque l’epitaffio dell’uomo schizoide.

Epitaph

Epitaffio

The wall on which the prophets wrote
Is cracking at the seams.
Upon the instruments of death
The sunlight brightly gleams.
When every man is torn apart
With nightmares and with dreams,
Will no one lay the laurel wreath
As silence drowns the screams.

Between the iron gates of fate,
The seeds of time were sown,
And watered by the deeds of those
Who know and who are known;
Knowledge is a deadly friend
When no one sets the rules.
The fate of all mankind I see
Is in the hands of fools.

Confusion will be my epitaph.
As I crawl a cracked and broken path
If we make it we can all sit back
and laugh.
But I fear tomorrow I’ll be crying,
Yes I fear tomorrow I’ll be crying.

Il muro su cui i profeti hanno scritto
Si sta spaccando alle giunzioni
Sopra gli strumenti di morte
Brilla la luce del sole
Quando ogni uomo è fatto a pezzi
Dagli incubi e dai sogni
Deporrà qualcuno la corona d’alloro
Mentre il silenzio affoga le urla?

Tra i cancelli di ferro del fato
Furono piantati i semi del tempo
Ed innaffiati dalle gesta di coloro
Che conoscono e sono conosciuti
La conoscenza è un amico letale
Quando nessuno fissa le regole
Io vedo che il destino dell’interà umanità
E’ nelle mani di sciocchi

La confusione sarà il mio epitaffio
Mentre striscio su un sentiero accidentato e in rovina
Se ci riusciremo potremo tutti sederci
E ridere
Ma temo che domani piangerò
Sì, temo che domani piangerò


Se non sapete cosa regalare a Natale cercate questo disco: Fab Ensemble – 2008 – Storia di un impiegato. Se invece avete già tutti i regali pronti, regalatevelo. Credetemi: ne vale la pena.

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