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Archive for 29 dicembre 2008

matrioskaUn fantasma si aggira per l’EuropaE attraverso i muri / attraverso le porte / passano i fantasmi / delle persone morte / passa il desiderio / di zombie proletari / che solo nei silenzio / sanno illudersi uguali / passa un sogno perduto / di ricomposizione / ma come ricomporre / un bacio un’emozione
Certo che mica sarebbe affar mio. Eppure, a volte bene, a volte meno, ho lavorato sempre con socialisti. Poi ci sono alcune altre piccole sfumature. Come in ogni parte di questo maledetto paese anche a Spinola ci sono molti socialisti. Molti più dei voti che poi il Partito riceve in qualsiasi tornata elettorale. E ci sono un’infinità di socialisti e socialismi. La cosa desta curiosità e confusione. C’è, a piede libero, un intera folla di individui che si dichiarano socialisti. Non di esserlo Stati ma di esserlo; meglio essere precisi per non essere tacciato di faziosità. La quantità di questa folla è composta da persone che militano in altri partiti o liste, tranne qualcuno, quei pochi, che si sono ritirati a vita privata. Poi ci sono quelli che hanno una regolare tessera in tasca, regolarmente acquistata e relativa all’anno corrente; magari faticata. Loro avrebbero tutti i diritti di definirsi socialisti. Spesso devono spiegare il come e il perché.
Gli altri ultimamente fanno circolare una nuova strana teoria: “siamo socialisti ma militiamo in altri partiti perché il partito socialista non esiste più“. Non fosse grave la giustificazione sarebbe ridicola. Ieri ero seduto comodamente al bar da Clara quando sono stato raggiunto da Cristino Limitato che si è seduto di fronte a me. Cristino è ex di molte cose tra le quali assessore, e per questo lo chiamo ironicamente onorevole, ma lui sembra compiacersene. E stato a questo punto che s’è unito a noi Massimo Oscuranti noto ai più come Sir Biss, per motivi tanto ovvii che mi sembrano persino superflui da elencare. Massimo, detto ancora seicento voti per una sua disinvolta iperbole, è o è stato un sodale di Cristino, un vero fedelissimo, se nel suo caso si può usare questa espressione. Naturalmente, tra accuse reciproche, si son messi a parlare di politica. Poi di io sono socialista. No! io sono socialista. Al momento non ricordo se uno dei due abbia detto un ma io lo sono di più. Dopo un po’ che me li sentivo cercando di non infastidirmi, e anche un po’ che cercavano di provocarmi in lingua, ecco arriva quella osservazione, già sentita anche frequentemente nei giorni precedenti ad altre varie fonti, su il partito non c’è. Era forse l’unica cosa che li accomunava: il fatto che entrambi non riuscivano più a trovarlo pur frugandosi in tasca.
Ho provato a spiegare che non mi risultava. Che magari non tanti ma almeno uno c’è. Alcuni giorni prima avevo sentito il segretario, si! del Partito Socialista, che aveva anche un nome: Nencini, come quello di un vecchio corridore ciclista, parlare per televisione. Non era una controfigura che interpretava un ruolo. Una, come si dice, fiction. E poi mica lo sapevo per sentito dire. Lo sapevo proprio da una fonte attendibile, da me stesso. Gli ho fatto presente che avevo recentemente attraversato vari livelli di congressi di questo partito per averne la massima conferma. Che anche se sembrava, a loro, incredibile c’era ancora un Partito Socialista e pure un’idea socialista; che forse quella non può proprio morire. Tutto questo nonostante i grandi e infimi nomi finiti in mille altri rivoli politici.
Non credo che a Cristino interessasse ne quella ne nessun altra osservazione. Mentre me ne andavo alla cassa lui si è alzato e se n’è andato. L’ho visto allontanarsi con un altro della sua pasta, Zazà. Quest’ultimo, sempre testardamente senza tessera, orgogliosamente, pare oggi sostenere il candidato di un partito di una parte e allo stesso tempo anche il candidato di una lista dalla parte opposta. Qualcuno forse dovrebbe spiegargli che non siamo ancora in par condicio e magari anche cos’è. Non mi soffermo nemmeno sul fatto che ultimamente sembrano anche un po’ restii a passare per la cassa per pagare le loro consumazioni.
Per non crearmi troppi nemici voglio aggiungere e precisare che per quelle signore, le donne di malaffare, ogni posto è buono. Vengono da ogni dove e si accasano appena trovano un posto in cui mettersi comode.
Gianfranco Manfredi: Zombie di tutto il mondo unitevi

E attraverso i muri
attraverso le porte
passano i fantasmi
delle persone morte
passa il desiderio
di zombie proletari
che solo nel silenzio
sanno illudersi uguali
passa un sogno perduto
di ricomposizione
ma come ricomporre
un bacio un’emozione
passa un sogno suicida
che dice che ha sparato
a un cuore che non c’è
al cuore dello Stato
passa un sogno che canta
l’ultima ideologia
io voglio la sua testa
la testa di Maria
Maria che non esiste
che è solo una canzone
Maria che non è bella
neanche come nome

E attraverso il rifiuto
attraverso i rifiuti
abbiamo trovato asilo
su mondi separati
e per comunicarci
il menù di domani
possiamo solamente
far segni con le mani
e fare le boccacce
d’un linguaggio inventato
che non emette suoni
emette solo fiato
con un po’ di paura
che un intellettuale
capisca anche il silenzio
e lo voglia svelare
e ci tolga la voglia
di non capire niente
vìvendo come corpo
anche la nostra mente
sapendo che comprendere
vuole dire abbracciare
ma se l’abbraccio è morsa
vuol dire strangolare
sapendo che la morte
non è così lóntana
siamo noi che l’amiamo
non è lei che ci chiama
perché siamo i fantasmi
del fantasma d’Europa
che di carne e di sangue
ne ha conservata poca
e dice con sospiro
come un basso profondo
unitevi di nuovo
zombie di tutto il mondo

Da tutte le paludi
da tutte le galere
lasciando le famiglie
lasciando le bandiere
che vogliono bendare
questi corpi straziati
noi non li nascondiamo
questi corpi spezzati
ci si vede attraverso
ci si vede lontano
trasparenza assoluta
che sí tocca con mano
trasparenza che dice
che oltre questa storia
ce n’è una più bella
e non è la memoria
e non è nostalgia
che i ritratti conserva
di noi quando da piccóli
avevamo la barba
è la storia segreta
la storia parallela
là dove íl nostro inverno
diventa primavera.

(inviata da Mohamed il Lavavetri)

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