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Archive for 24 febbraio 2009

Avrei voluto scriverne un post. Poi ho creduto forse inopportuno, almeno per il momento. Un po’ di tatto, di delicatezza. Allora parlo d’altro. Parlo di Cristino.

mariangela-marcherata-rossa-di-vergognaFine preventiva di una carriera politica

Cristino era sempre stato alla finestra. A sentirli parlare gli sembrava che lui avrebbe potuto anche dirlo meglio. Questo non lo aveva smosso da una sorta di timidezza e di apatia. Di modestia; forse provvisoria. Che infondo non costa e fa educato. Poi, un giorno, s’era fatto un po’ di conti in tasca. Non era proprio uno sconosciuto. Alle assemblee condominiali a volte s’era trovato a dire la sua. Anche con i professori, per Marta. E aveva dato una mano per la gita nelle Marche; a Orvieto. Era stato quello che lo aveva convinto ad accettare. Si era trovato così buttato nella mischia. Ed era entrato subito nella parte dell’aspirante consigliere comunale; nella grande politica. Per “La lista della spesa”.
All’inizio aveva avuto dei problemi per farsi accettare con quel nome. Poi si era trovato a parlare, ed era come aveva sempre pensato. Se la cavava. Non era peggio di tanti altri. Anche di alcuni che ci bazzicavano da un qualche tempo. Chiara, sua moglie, gli correggeva l’ortografia. Gli dava qualche buona idee. Non c’era bisogno d’altro. In politica, l’aveva capito subito, non servono le idee. Conta il modo in cui le si espone. E con foglietto davanti si sentiva sicuro e tranquillo. Anche quando perdeva il segno era difficile accorgersene. Gli sembrava già di aver acquistato un certo credito. Rispetto. Che lo stessero ad ascoltare. Pensò che forse era stato troppo timido. Forse avrebbe potuto ambire anche ad un posto di assessore. Anzi quasi sicuramente. Decise di dar tempo al tempo.
Tutto si metteva al meglio. Quel giorno si stava recando dal barbiere. Davanti alla porta gli avevano chiesto una intervista. Una di quelle cose commissionate per il mercato, quale non l’aveva afferrato. Non ci aveva trovato nulla di male. E le domande erano state quanto di più banale. Età. Città natale. Professione. Stato civile. Altezza. Etc. Le ultime non le aveva del tutto capite. Forse attenevano alla sua cultura. I libri letti. I giornali che comperava. I programmi televisivi. E così discorrendo. Alla fine lui chiese ma non riuscì a farsi dire il risultato. Sembrava un segreto. Una sorpresa e una sorpresa vera fu quando il mattino dopo, capelli in ordine e sbarbato a puntino, trovò, tra altri, il suo nome ne “La Piassa de noantri”; quotidiano locale dietro il quale tramacciava la parrocchia di San Buffalino. Non erano elencate le domande, nemmeno più le ricordava, ma solo i risultati. Era agli ultimi posti. Scoprì così di avere un’intelligenza pigra, e peggio di avercelo piccolo. Scoprì così di non essere quello che era. Capì che quelle poche righe avevano vanificato il suo lavoro; avevano decretato la fine della sua carriera sul nascere. Non la prese per nulla bene.

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