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Archive for 17 marzo 2009

matrioskaNaturalmente era un gioco e come ogni gioco prima o poi finisce. Si fa buio e non ci si vede. Il padrone del pallone, per rabbia o perché chiamato, se ne va col pallone. Qualche vicino ti manda a quel paese quando è finalmente il momento di andarci. Qualcuno s’è scorticato un ginocchio. Passa la Berta. E’ arrivato il tempo delle confidenze; molte riguardano proprio la Berta, sogno di molti se non di tutti. Eravamo ragazzi, allora. Adelio, almeno sulle parole, preferiva la Zeffira. Siamo venuti a saperlo dopo il perché. A proposito, apro e chiudo parentesi – avete visto che tette ha messo la Berta – che di nome fa Silvietta cioè Silvia? Parola di Gianpiero. Pensando lei Emilio, quella volta, si è distratto. Lo siamo venuti a sapere dopo; che risate. S’è bucato il tubolare schiantandosi contro il cancello del geom. Cencelli. Oggi con le chiacchiere stiamo a zero. Naturalmente il campo dove si giocava non c’è più. In quel posto c’è la baracca; domani chissà? La sera arriva sempre alla stessa ora, a dispetto delle stagioni. In realtà non è cambiato nemmeno il modo rassegnato di salutarci. A volte capita persino di farlo, andarsene, alla chetichella. Il barista ti pulisce il tavolo tra le mani e spegne la luce dopo aver raccolto le carte. Chissà che fine a fatto la Berta? E chi ci pensa più alla Berta? E’ proprio ora di cena anche se quello separato continua a tirarti per la manica, e sai già che Carla… chi la sentirà? Ha un bel dire lui: ancora un bicchiere.
Il gioco mica ha età.
E’ giunto il momento di dire: “si scherzava“.

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