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Archive for maggio 2009

spinolaSpinola è una città di fantasia; si è sempre ripetuto. A Spinola non possono scoppiare bombe nella notte. Non certo bombe contro una sede della lega. Non in un paese dove la lega non giustifica certo bombe anonime in qualche modo targate di qualche estremismo. Pare, ma ripeto pare, una bomba “moderata” ma tanto non può succedere a Spinola. Non può! Non è credibile una bomba e ancor più tra amici o ex amici a Spinola. La logica direbbe di supporre così, se fosse vero. Se parlassimo della realtà. Ma qui siamo nella fantasia e nemmeno mi chiedo: Chi altro avrebbe interesse ad un atto simile? Naturalmente le notizie sono frammentarie e confuse. Se Spinola fosse una città vera nessuno proverebbe un senso di eroismo o di paura, ma solo indignazione. Non so se in Italia ci si può ancora indignare; ormai si è visto di tutto e di peggio ancora. Solo ieri si ricordavano i 35 anni dalla strage di piazza della Loggia a Brescia. Non esageriamo: quella di oggi è bazzecola. Come allora sappiamo già che non si saprà mai. Come allora sappiamo fin bene. Noi non abbiamo nient’altro da difendere che la nostra dignità e la libertà di tutti.

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Sabato 30 maggio 2009 tutti i cittadini veramente democratici “devono” presidiare Venezia affinché la città non subisca l’onta di vedere le sue strade lordate dal passaggio di forze che si richiamano al passato e a regimi fascisti, nazisti e razzisti. Ora e sempre RESISTENZA.

Bandiera rossa

Venezia ha già dato; Venezia e tutti i Veneziani. Per chi non vuole ricordare i libri di storia la ricordano come “Beffa del Teatro Goldoni“: «Veneziani, l’ultimo quarto d’ora per Hitler e i traditori fascisti sta per scoccare. Lottate con noi per la causa della Liberazione nazionale e per lo schiacciamento definitivo del nazifascismo. La Liberazione è vicina! Stringetevi intorno al Comitato di Liberazione Nazionale e alle bandiere degli eroici partigiani che combattono per la libertà d’Italia dal giogo nazifascista. Noi lottiamo per poter garantire, attraverso la democrazia progressiva e l’unità di tutti i partiti antifascisti, l’avvenire e la ricostruzione della nostra Patria. A morte il fascismo! Libertà ai popoli! Viva il Fronte della Gioventù!»

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Spine@con - logo aggiornato
La lista che non ti aspetti
ma che in tanti stavano aspettando

Anche a Spinola c’è un movimento che si chiama Spine@con Silvano Checchin, come proprio in una città reale. Fa niente. Arriva Martino. Vi ricordate di Martino? Come no? Va bene che è un po’ che non si fa vedere. Eppure è tipo che resta. Vestito da operaista studiatamente stropicciato. Occhiali sopra la fronte e atteggiamento da intelligente (intellettuale sarebbe troppo, e poi non suona del tutto bene). Insieme fluido di parole ricercate che stanno bene assieme pur non trovando ragione in quella compagnia; famosa è rimasta, in abito politico, la sua “sinergie” con indifferenza. Il buon Gerardo, detto anche Vinavil, ne sta ridendo ancora. Quell’imparata disponibilità democratica da “te le spiego io le cose”.
Dicevo arriva Martino. Dove? Naturalmente al bar da Clara. Nemmeno lui manca un giorno, ma non ha più il suo tavolo. Il bavero alzato come a dire Le donne svengono al mio passaggio. Gli occhiali sulla fronte come a significare Io ci vedo anche con il cervello. Diversamente sarebbe un arredo superfluo visto che è stato abbandonato anche dai capelli. Qualcuno ha proposto la scritta “Locale libero”. Da quando ha avuto il suo grande scatto d’orgoglio. Da quando ha detto il grande NO. Insomma da quando ha smesso il saluto. Mostra una espressione che tenta di imitare l’arroganza, povero cucciolo. Al momento scodinzola, però, a tutti. Scodinzola e fa la sua pipì nell’angolo per non farsi vedere.
E’ il problema dei socialisti, oggi, in Italia. Trovare un amalgama. Socialisti sono tutti socialisti. Te li ritrovi da per tutto. Ti chiedi quanti sono se non sono mai stati più di un pugno. Sono tutti socialisti pur militando in tutti i partiti. Cioè non che ognuno sia iscritto a tutti i partiti. Né trovi qualcuno almeno in ogni partito. Tutti assieme sembrano persi in un salotto. Sì! certo, qualcuno ha più d’una tessera; certo. La chiamano diaspora. Credo sia semplicemente perché non amano starsene in piedi. Ma, poi, a chi piacerebbe, che ne so? Andare al ristorante e stare a guardare. C’è sempre quel filo di invidia. E poi ce né per tutti.
Dicevamo che li trovi da per tutto tranne che dentro il partito, ma questo non è specifico di Spinola. Tutto il mondo è paese; o quasi. E i spinolenti, in questo, non sanno distinguersi. Magari anche a parlarci ti chiedi perché socialisti. Prima almeno c’erano loro e i social-democratici. Ora ci sono anche i social-liberali, i social-cristiani, i social-forzisti, i social-fascisti (anche se mi giungono nuove che il fascismo è scomparso proprio ora che è stato praticamente riabilitato, ma non ditelo a quelli di Forza Nuova, etc.), i social-comunisti, i social-legaioli (con la elle, non con la esse), i social-idioti, naturalmente, come da per tutto, i social-leghisti, i social-burloni, i social-stanchi, e chi più ne ha più ne trova. Ma cavolo, siamo o non siamo tutti di sinistra?
Mamma dice: “Son tutti ladri, tranne te che sei troppo mona per esserlo”.
Non si riesce a capire se è un complimento o solo uno sfottò.*

mariangela

Mariangela Vaglio

Perché noi sui giovani crediamo
(non li usiamo solo per specchietto per le allodole)

P.S. NOVITA’ DELL’ULTIMA ORA: anche a Spinola si sono arruolate le veline come supporters, solo che sarebbe stato più carino almeno prenderle in Italia o minimo avvertirle; probabilmente sarebbero state disposte anche ad autografarla quella foto. All’ultimissimo sembra che tra i sostenitori si sia riusciti ad arruolare anche persone purtroppo non più tra noi. Sembra che tali persone siano impossibilitate a partecipare al voto perché trattenute ad altra vita. Il buongusto governa questa campagna elettorale fatta realmente in punta di fioretto. Ringraziano avvocati e carrozzieri.


* Naturalmente Spinola è un paese immaginario che non esiste, tanto meno ai confini di Venezia, e le avventure ivi narrate non sono vissute ma solo frutto di grande fantasia e i defunti negano ogni indicazione di voto per le prossime amministrative.

E’ per quanto contenuto nel post, e per molto altro, che gli esponenti del movimento Spine@con Silvano Checchin, che esistono nella realtà, preferiscono fare la politica fuori dai partiti e da questo blog.

Delle sedi fantasma, con le bandiere che garriscono al vento primaverile, speriamo di poter parlare in una prossima post-cronaca.

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Spine@con - logo aggiornato
La lista che non ti aspetti
ma che in tanti stavano aspettando

Anche a Spinola c’è un movimento che si chiama Spine@con Silvano Checchin, come proprio in una città reale. Anche a Spinola si va al voto; il 6 e 7 giugno p.v. (che sta per prossimo venturo ovvero giugno). Come ci vanno gli spinolenti. Beh! c’è chi andrà a piedi e chi andrà in macchina, chi con la famiglia e chi frettolosamente, quelli dell’ultimo minuto e quelli che si stanno già preparando e chi non trova la tessera elettorale (Giuseppe s’è accorto che gli scade la carta d’identità proprio il 6), chi ci andrà malvolentieri e chi è già di cattivo umore e chi non chi andrà proprio.
Tra i contendenti c’è chi sa già di aver già perso e partecipa, nessuno lo sa perché, e chi, invece, lo sa ed è per far perdere qualche altro. Nessuno lo dice ma lo slogan vero della campagna è: “Che perda il peggiore”. Dovrei rivendicarne la paternità, l’avevo già usato per le primarie; le primarie della mia parte: del centro-sinistra. Già! solo il centro-sinistra fa le primarie; quando deve e ci riesce e/o non le può evitare. Qui, addirittura, abbiamo provato a farle serie, mica barzellette. Un centro-sinistra senza la sinistra o almeno un suo pezzo. Tante sinistre non fanno una sinistra. Mai è stato così vero. Strano paese l’Italia. Lo si sa che gli italioti sono bizzarri: hanno aspettato ad essere anticomunisti che cadesse il comunismo, così si offendono in pochi. E i pochi nemmeno si offendono. Io, ad esempio, non lo faccio. In verità hanno aspettato, quegli italioti, glielo dicesse il piccolo uomo, quel psiconano. Hanno bisogno sempre di un piccolo re per correre incontro alle catastrofi. Certo che la storia sta là e insegna nulla. Così la sinistra, quel pezzo di sinistra, ha deciso che meglio perdere da soli che vincere in compagnia. Per me va bene anche che se la cantino e suonino da soli. Sono realista, dovrei dire pragmatico che suona meglio e in politica funziona di più, alla stupidità si riesce ad opporre solo la stupidità.
Martino, ve lo ricordate Martino? al bar da Clara, mostra tutta la sua sicurezza. Lui e le sue truppe, in realtà lui e il suo sodale Gasparre (quei due sono tutto l’esercito di cui dispone un partito che fu un grande partito prima di diventare un efficiente ufficio d’affari), paiono aver già posto sotto assedio il palazzo d’inverno, ovvero il municipio. Marciano, le sue truppe, cioè Martino e il suo Sancio della Panza, decise. Parlano, cioè parla il solo Martino, come fossimo già alla resa dei conti: “vedremo dopo il risultato elettorale”. Proprio così. Cosa ci si può aspettare di più? Già è tanto che parli. In quanto a dire è altra cosa. Ci vorrebbe un miracolo. Il tono è di chi ha già la vittoria in tasca. Nessun tentennamento incrina la sua voce. Un sorriso astuto si sostituisce nei suoi occhi alla normale espressione del pianto. Sembra improvvisamente un miracolato. Gesticola e rovescia il caffè.
Persino loro sono tornati a chiamarsi compagni. Certo che si chiamano compagni anche i loro amici ed ex amici, con cui c’è un rapporto di amichevole odio, che se ne stanno sotto tutte le altre bandiere. E di bandiere ce ne sono parecchie anche questa volta: a Spinola non si vuole essere secondi a nessuno. Abbiamo due Popoli della libertà, ovvero nessuno. A una parte è spettato il Popolo e all’altra la Libertà. A dirla così si stenta a crederci ma nella realtà è proprio così. E si stanno a litigare su tutto come se la realtà non fosse più che semplice e che il tema della disputa non fosse chi costruisce e con chi. E tutti a dire che sono contro il mattone. Trevisan ha ancora le mani sporche e nasconde la cazzuola, piena di malta, dietro la schiena con l’aria del ragazzino che fischietta con le labbra ancora imbrattate di marmellata.
Come vedete è difficile descrivere oggi una realtà in Italia, anche se parziale. L’Italia è diventata un paese piatto. Si diceva che tutto il mondo è paese. Oggi si dovrebbe dire che tutta l’Italia a Spinolenta. Ovunque guardi è da per tutto la stessa zuppa. Un cronista le notizie se le dovrebbe inventare. E allora parliamo di Noemi. Non lo sopporto un paese che non ha di meglio che parlare per settimane di Noemi. Non so chi sia ma mi sembra nessuno. Certo che ormai per essere qualcuno bisogno essere un completo nessuno.*

mariangela

Mariangela Vaglio

Perché noi sui giovani crediamo
(mica li mettiamo per far fumo)


* Naturalmente Spinola è un paese immaginario che non esiste, tanto meno ai confini di Venezia, e le avventure ivi narrate non sono vissute ma solo frutto di grande fantasia.

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poesiaTi amo dell’amore più grande,
quello che non chiede
nemmeno un minuto di più
e giacché non è nostro
non può avere
e di quello più puro
che riempie occhi e cuore
ma non toglie il respiro
e lascia agli occhi sereni
la libertà di fermarsi in un sorriso
di liberarsi in un sorriso
di dissetarsi di un sorriso.

Nelle molte pagine dell’amore
c’è un amore che non possiede,
forse il più grande,
senza calcoli né economie
e vive solo di sé
e del dividere quel sorriso
che ci porta per mano
dove guardare assieme
porta serenità

e ti ritrova bambina

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Tempo fa, molto tempo fa, prima di me, prima che esistessi, e non ero invitato, un post in un blog: Gli uomini che cambiano. Già! i post stanno nei blog. Nemmeno sapevo che era, e se era ancora, e dov’era. Frutto dell’ignoranza, ma perché a mia insaputa se l’arte di non sapere era stata così ben coltivata. E cambiare perché e come. Impegnarsi in una domanda impegnativa; una sfida. Mi piacciono le sfide soprattutto quando sono inutili e mostrano la loro inutilità. Io ero bambino e già avevo paura di essere uomo. Ora vorrei che Lei, lei che ha tre nomi ma ne conosco uno solo, Sì! Lei che ha tre nomi: uno per essere, uno per raccontarsi e uno per essere con gli altri, proprio Lei, raccontasse ancora la stessa storia. Le storie non sono mai uguali. Basta distrarsi un attimo e qualcuno o qualcosa te le riscrive. Il fatto è che quando ami sei solo.

Le donne non cambiano:
Per le strade della vita
ho camminato ragazzino
e mi sarei accontentato
di un amore piccolino
e lei donna era un mistero
che alla mia curiosità
rinfacciava in ogni istante
la mia gran stupidità
l’impazienza delle cose mi legava ad un sospiro
e davanti ad un saluto già sentivo che morivo
E ti mancano le parole
quando hai quell’età
quando vivi, corri e sogni
ma vorresti restar là
E’ l’amore che ti grida
dentro il petto la sua sfida, ancora
continuando a camminare
sotto a quel balcone
aspettando che si spenga
anche l’ultimo lampione
E avrei anche cambiato
il ragazzo ch’era in me
ma ero stato incatenato
dai miei stupidi perché
E non era ancora donna
e già sognava di andar via
senza nemmeno una parola
né almeno una bugia
Esser donna è esser sola
con quel grido che ti sale
prepotente dentro in gola
ancora, esser donna è una bugia
mentre vai per una strada non più mia
Perché le donne sono così
Come un sogno o un’illusione
in cui speri che uno sguardo
frughi per ritrovarti ancora lì…

Sono quasi un ideale che non c’è
Sono quelle innamorate come te

 

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poesiaE vanno
i ragazzi che amano
sotto il soffitto della notte; vanno
ciechi
e vanno nella confusione
a tentoni, vanno
frugando
cercando
non sanno
e vogliono sapere
in quella confusione
si perdono e si ritrovano
ciechi vanno
confusi
vanno. I ragazzi come me.

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