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Archive for 14 ottobre 2009

raccontiGli raccontò di quegli anni duri. Di una vita passata in miniera. Era partito ragazzo ed era tornato che era già vecchio. Ma non c’erano ancora i ragazzini. Allora. Non c’era il tempo. Non ci si poteva permettere di esserlo; ragazzini. La vita ti trascinava subito fuori. E fuori c’era il mondo. Né giochi né infanzia. Ricordava solo bisogno e fame. E chi lo aspettava. Ormai faticava anche a esprimersi nella sua lingua nonostante fosse ingegnere. Ma chi lo chiamava più così? Il mondo era cambiato mentre era in quel buco d’inferno. Era uscito in un altro mondo. Quando aveva rivisto la luce niente era come prima. Non lo ricordava quel cielo. Non aveva avuto che un attimo per dirgli addio. Poi buio e baracche. Mentre tutti gli altri partivano lui era appena tornato. Non aveva che quei ricordi a tenergli compagnia. Una piccola stanza e giorni lunghi come l’eternità. E poi quella disgrazia; immane. Quella di certo non l’avrebbe potuta cancellare mai. Non si poteva scordare quel nome: Marcinelle. Ne conservava le foto, articoli di giornali, ma non né avrebbe avuto bisogno, di quelle cose. Ce l’aveva davanti agli occhi, tutto quel dolore e quel buio. Dopo nulla è come prima. Il compagno lo riascoltava consumando l’ultima pazienza. Gli raccontò allora di quella vita di merda riprendendo dall’inizio.

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