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Archive for 7 novembre 2009

raccontiAnche se le città di mare si sanno raccontare da sole come in ogni porto moltitudini di marinai sciamavano ognuno in direzione diversa. Paesaggi di uomini, se uomini lo fossero stati. Erano come formiche impazzite in un fiume nervoso che si separava in rivoli. Cercavano un’osteria o il più piccolo motivo per annegare i loro ricordi e i loro rimpianti. Magari le braccia di una donna. Le sue cosce pietose. Le sognavano grasse e generose. Era solo quello il mare che avrebbero voluto attraversare per quella notte prima di rimettersi in mare a navigare. Per tutti era l’ultimo viaggio perché sarebbero salpati, qualcuno lo stesso indomani, ma il viaggio non prevedeva ritorno. I tempi stavano cambiando e il mare si faceva famelico e sospettoso. Le sue onde schiumavano rabbia anche se nel vuoto cavo di quelle ore di notte. Perché era notte ed è proprio la notte la compagna più difficile da domare. Lui non sapeva come sarebbero stati i giorni seguenti, ormai era la terra ferma a causargli la nausea come se rollasse continuamente. Aveva imparato ad amare il puzzo del pesce e a riconoscere la preda pescata dall’odore che si era impresso sul pescatore. Non c’era più nessuno a cui raccontarlo o a cui lasciare i suoi ricordi. Non trovò la sua donna ma un vino generoso.

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