Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 16 novembre 2009

raccontiIl complesso suonava De Andrè e gli faceva il verso. Lui provò forti emozioni e ancora più violente quando gli parve di vederlo seduto nella penombra ad uno di quei tavoli a sorridere sotto i baffi, perché, naturalmente, lui non le avrebbe più cantate così e forse nemmeno pensate. Forse non era lui ma uno che gli somigliava. Forse era stato solo un gioco di illusioni giocato da quelle luci ed ombre. Lei aspettava che attaccassero Il bombarolo. Le prese la mano e pensò solo a loro. Quando si alzarono osservò che il tipo doveva essere uscito.

Read Full Post »

raccontiLuci ed ombre di una città. Un lungo viale notturno. Come dicevano: farmacie ed edicole sempre aperte perché a Milano è sempre giorno. Lui, che aveva quel maledetto vizio, si sarebbe accontentato di un tabaccaio; non aveva spiccioli. Trovò il coraggio di avvicinare la donna e lei gliela offrì con cortesia. Senza imbarazzo si trovarono a parlare amabilmente anche dopo aver consumato quella prima sigaretta. Si scordarono di tutto e anche di quello che erano. Fu lei, alla fine, a ringraziarlo. Era la prima volta che andava, se si può dire così, con una di quelle. Non gli era sembrata diversa dalle altre. L’unico imbarazzo gli era sembrato che l’avesse provato lei mentre lui cercava il portafoglio. Lei sarebbe stata tutta la notte a parlare. Lui si pentì ma qualcuno lo aspettava a casa ed era già in ritardo.

Read Full Post »

musicaQuesto è l’altro pezzo che mi è tornato alla mente, strana-mente, in questi giorni. Lo vorrei dedicare a Lei. E’ un pezzo molto contiguo. Ed è ancora dubbio e malinconia. Un mondo che cambia ed è cambiato con la sensazione che forse preferivo “quando era peggio”. Mi sto trasformando in un “nostalgico”? E’ solo che era più facile. Poi trovi un diario. Pareva di sapere dove stavi e dove stavano gli altri. Domani sembrava più vicino, solo alla fine di una semplice notte. Ma la notte sembra non finire.
Questo pezzo invece lo credevo successivo. Prima di “Zombie di tutto il mondo unitevi”. Strani scherzi fa quella memoria. Invece è stato pubblicato, come LP e 45 per i tipi di Ultima Spiaggia, nel 1976 e contenuto nell’LP “Ma non è una malattia”. Intanto gli anni di piombo. Intanto il movimento. Dal ’68 intendo. La nostra rabbia farsi impotenza. Trasformarsi da progetto in chimera.
Compagno sempre.

Gianfranco Manfredi: AGENDA ’68

C’è finalmente un’ora in cui non ho da fare
ma la bottiglia è vuota e son stanco di pensare
vorrei leggere un libro, un Tex, un Topolino…
ma la mia mano cade su un vecchio taccuino.
È una vecchia agenda dell’anno ‘68
adesso mi rileggo tutto quello che ho fatto
vediamo se ritrovo la prima occupazione
non mi ricordo il giorno e non ricordo come.
Telefonare a Paola… ma chi sarà costei?
Mi sembrano lontani persino i fatti miei
Ah! Questo lo so bene che cosa vuole dire:
SPETTACOLO-ASSEMBLEA… e sempre meno lire.
E quante sigle strane e quanti appuntamenti
promesse andate a rane idee finite in niente
la fonte del potere sta sempre nel fucile
ma tra le ragnatele io non voglio più finire
Agenda un po’ invecchiata dell’anno ‘68
i poster di Guevara son finiti nel salotto
e Mao sulle magliette e la falce e il martello
assieme al crocefisso qualcuno ha messo al collo.
L’agenda di quest’anno sarà meno serena
però d’appuntamenti sarà altrettanto piena
eppure certe volte io me ne vorrei andare
a correre da solo in macchina sul mare.
Viaggiare senza orari e senza taccuini
portarsi in un cartoccio la birra coi panini
non serve più la radio per sentirsi cantare
così non serve strada in macchina sul mare.
Ma è già finita l’ora suona il campanello
già squilla il mio telefono c’è questo poi c’è quello
continuo a inseguire cose che non so fare
mentre potrei partire in macchina sul mare.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: