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Archive for 11 gennaio 2010

VI – ROSSO TIZIANO      o      ROSSO CARAVAGGIO
Di luci e ombre fatti
vivi i ricordi (vividi) sono
più che di realtà
ebbri tessono il gioco
(ragni infelici
di soffitte tenui e vuote)
e si pasciono dei brevi gesti,
nulla celano né mentono
solo nuovi interrogativi allevano
– inventano – nel disordinato gioco
parsimonia non temono
né cercano: ancora rammento
la voce come un canto
con i tuoi cinque numeri
fra i quali frugavo con le dita
e gl’occhi,
(che occhi non sapevano)
gl’occhi che perdemmo un pomeriggio curioso,
che ritrovammo senza dolore,
le tue cose e fra le cose te
e (quando il vento portava il loro profumo)
poi i capelli e soprattutto quelli
dolce vessillo, tua bandiera
i capelli a ravvivarti tutta
e poi i capelli per nascondere un sorriso
e loro, soprattutto loro
che ancora ti celano (incauti satiri):
il profumo in bianco e nero
che non ho vissuto ma
scordare non ho saputo.
Di più non posso
nelle mie povere mani
e di più non si può morire¹


1] 5 marzo 1983

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