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Archive for 30 gennaio 2010

Amore di mamma

Enrico glielo diceva spesso che non poteva rimandare sempre tutto ad un domani che non veniva mai. Glielo ricordava quando ancora erano assieme. Poi se ne era andato senza nemmeno il coraggio di dirglielo per una, a quanto aveva saputo, che non aveva nient’altro che vent’anni di meno. Allora Giacomo era ancora piccolo ma erano passati vent’anni e s’era fatto un uomo. Non lo poteva certo più tenere in braccio come aveva fatto finché le sue forze glielo avevano permesso. Doveva smetterla di succhiarsi il pollice e di essere sempre così appiccicoso. Soprattutto doveva perdere l’abitudine di tenere la mano infilata nella sua scollatura.

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(dalla Isla Negra)
Era sopravissuto a tutto, anche alla propria violenza. L’aveva detto: “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine” –invece davanti alla propria indignazione prese la penna e non riuscì a tracciare un rigo. La sua voce possente si era disseccata e il tempo l’aveva reso più vecchio che saggio. In fondo non gli sarebbe dispiaciuto di chiudere il suo libro quel gennaio alla Moneda, anche se era maledettamente in ritardo. Non c’era più nulla da vedere per cui ne valesse la pena. Michele voleva regalarlo a natale perché sua figlia ne potesse ancora godere e per ricordare, ma non era più di moda. L’avevano seppellito per la seconda volta e questa volta sotto una coltre di polvere e di silenzio.

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