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Archive for 11 febbraio 2010

Cazzo! dovrei parlarle da padre. Sarebbe mio dovere. Ma come faccio a farlo con una così carina? Con quel visetto? E poi con una che non ha la minima idea di abbassare gli occhi. Che ti sfida con lo sguardo. Mentre sogghigna. Che continua a ruminare la gomma. Ed è, come lei, tutta piena di cose belle. Con una con due così. Non saranno grandi ma le ha come una donna che non ne ha molto. E poi sono come marmo. Con una con quella mini lì. Io mica ce l’ho una figlia così. E nemmeno vorrei. Sarebbe un vero casino. Io non ho proprio una figlia. Un maschio c’è arrivato. Un maschio e a volte ho il dubbio che non sia nemmeno troppo maschio. Sono i giovani di oggi. Si veste come si veste e si mette pure la collana di perle al collo. So che lo fa appena giro gli occhi. Se te lo incontro per strada nemmeno dio onnipotentissimo glielo toglie un sacrosanto ceffone. E poi, lui, le ragazze, nemmeno le guarda. Dice che deve studiare. Sempre sopra i libri è. Io, alla sua età. Ma io sono di un’altra generazione. Sarà la televisione.
Taglio corto e decido all’istante di farla salire per parlarle come ci riesco. Lei non ha storie da raccontare. Non fa una piega. Sale senza nemmeno un attimo di vergogna. Mi guarda anzi con una certa adolescente arroganza. Sono quegli gli occhi che mi fanno incazzare. Gli occhi di certi giovani. Glieli toglierei dagli occhi a schiaffi. Porca di quella zoccola.
Scegli, faccio decidere a te: vuoi che ti riporti dai tuoi per l’orecchino”?
O”?
Oppure… tra persone intelligenti ci si può intendere. Non credo che devi sentirtelo dire”.
Preferisco «oppure» risparmiandoti la fatica di sprecare il fiato”.
Lo sapevo che sei una brava ragazza”.
Ora che siamo d’accordo puoi anche metterla in moto. E risparmiati la ramanzina”.
Omissis
Se non vai di fretta io non ho troppa fretta. Basta che parcheggi dove puoi. Meglio se un poco fuori dagli… hai capito”.
Omissis
Non ti preoccupare, poi ti riporto a casa”.
Non ti preoccupare, sono pillolata”.
Come fai”?
Non ti sembra di chiedere troppo? Fa un’amica”.
Omissis
Non l’avevo mai fatto”.
Dico: “In che senso”?
In una macchina… di servizio. Dentro una gazzella. Alla mia età c’è ancora molto da imparare”.
Quanti anni hai”?
Tredici”.
Cazzo! Ti facevo più vecchia. Te ne avrei dati almeno quattordici. Sarà il trucco”.
Anch’io ti facevo… di più. Sarà la divisa”.
Non so se mi sta prendendo per i fondelli. Non hanno più rispetto per niente. Nemmeno per l’arma. Da questa “avventura” non sono il primo a passare. Di certo non mi sembra abbia ancora molto da imparare. E pensare che non mi sono mai piaciute le ragazzine con l’anello sul naso. Allora c’era un vecchio detto.

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