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Archive for 12 marzo 2010

Era arrivato più morto che vivo. Accompagnato da un compatriota. Caduto da una impalcatura. (L’uno e l’altro hanno dichiarato da un albero). Né l’uno né l’altro parlavano un italiano appena decente. Il suo era un lavoro duro già di per sé. Un lavoro che faceva sfinire la pazienza. Arrivava gente di tutti i tipi e il turno era lungo e logorante. Ed era, appunto, a fine turno e le si era fermato l’orologio da polso. Continuava a chiamare a casa ma la figlia non rispondeva a quel maledetto telefonino. Voleva ricordarle di non tornare tardi e doveva ancora finire il giro delle pastiglie.

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