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Archive for 1 aprile 2010

Da noi non è come a Praga dove hanno smesso di guidare i tram. Da noi è come a Parigi dove hanno quell’aria piena di bollicine come in un flut di champagne. Le donne di Primavera sono leggere come piume e navigano nelle nuvole. Le loro voci cinguettano rapide e furtive; i fianchi stretti, le caviglie sottili e quel che di spensierato indicando con il naso il sole. Le gonne che svolazzano sui tacchi alti come rondini felici. A guardarle controluce sembrano quasi di vetro. Tutti lo sanno che, non solo a Primavera, le donne sono in simbiosi con il tempo. Lungo il viale del parco, coi sassi bianchi che scricchiolano ai loro passi, imprigionano l’allegria. E’ bello stare a guardarle senza pensare, all’aria del mattino, libero dal lavoro e da tutto. Leggero senza un pensiero, comodo su una panchina, col sogno che questa o quella si fermi un attimo per rivolgerti un sorriso. “Prego, si segga pure… certo è libero… No! non aspetto nessuno”. In realtà ho tutto il tempo che voglio e non mi annoierei mai a guardarle. A tratti le cose che immagino di poter rivolgere loro sono audaci o stravaganti eppure è stata proprio una di queste creature, così leggiadre, che un giorno, a Primavera, mi ha spezzato il cuore a morsi e messo alla porta con un sorriso. E’ stata proprio una donna di Primavera che mi ha regalato tutto questo tempo e tolto tutto il resto. Devo proprio decidermi a trovarmi un lavoro e un posto dove stare, perché il profumo intenso della loro pelle potrebbe farmi impazzire.

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