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Archive for 21 aprile 2010

Il sognatore

Aveva messo una cravatta regimental su una camicia Oxford; una giacca blaser, naturalmente blu, e pantaloni jeans. Indossava occhiali con due iniziali e profumava di dopobarba Insinuante. Si chiamava Alfio Capriotti e da vent’anni era il ragioniere Alfio Capriotti, ma aveva sempre sognato di scrivere poesie.

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Lo aveva chiesto senza convinzione tanto che era stato sorpreso che lei avesse accettato; “Perché no”? Si era preparato con cura allo specchio pensando al poi e ad ogni gesto aveva scordato qualche fastidio e qualche anno. Nel buio della sala era come se fossero soli. Il violento profumo della sua presenza vicina lo distraeva. Lei era giovane e bella. Forse non proprio bella ma carina. Certamente giovane. Aveva cercato di guardare il film ma non c’era più quella meraviglia del cinema che ricordava o forse erano i suoi occhi ad averla perduta. Anche lei sembrava annoiata da immagini di luce ormai fattesi banali nell’abitudine. Fu lei a prendergli la mano, forse per distrarsi dal recitare chioccio e falso dell’improbabile protagonista, e a portarla a sé: “Ormai il cinema sembra fatto solo per far rimpiangere il cinema”.

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