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Archive for 28 aprile 2010

Tu pensi che io sia stupida? Tu credi proprio che io sia stupida? Li conosco quelli come te. Le dici… poi le cambi… con il momento… nemmeno so perché ancora lo faccio… Forse per lui. O perché mi mette ancora una mano… Poi torni… cara di qua… dolce di là. Non ho niente e te la ridi, magari. Proprio come… vieni qui, credi… un albergo. Quante volte l’ho detto. In quante l’avremmo fatto. Poi viene il momento… e non resta altro. Non rimane nemmeno una ragione. Non resta nemmeno la voglia… la voglia di litigare”.
Non aveva mai afferrato il senso e il perché di quella sfuriata.

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Erano lì da un po’ senza dir nulla. Non che non né avessero motivo, o argomenti. Semplicemente gli mancavano le parole. Tutto sembrava così privo di importanza. Lui invidiava quelli che sapevano ogni cosa di sé. Lei pensava che in fondo tutto era uguale. Anche le loro storie erano solo piccole storie; pettegolezzi di provincia.

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Io ho avuto ventisette… storie. Ti sembran tante? A me… certi giorni sì, certi giorni no. A volte mi sento stanca, altre so di non sapere ancora niente. Eppure… comunque… E ogni volta è come quella volta. La stessa emozione. Almeno così mi pare. Sai?… le gambe molli. La stessa irrequietezza. O forse è solo curiosità. E ogni volta sembra l’ultima; quella buona. O mi illudo. E poi”…
L’aveva già sentita quella storia. Innumerevoli volte. Avrebbe voluto esserne esentato. Donne che si raccontano dell’amore. Che si illudono perché vogliono illudersi. Forse inseguendo una certezza. Forse solo una giustificazione. Quello che gli altri dicono. Quello che potrebbero dire. Questa volta però non seppe tacere. Lo aveva in cuore e gli arrivò in bocca: “E io cosa sono”?
Forse ci voglio credere. Forse mi voglio illudere. Comunque… Credo che tu sia… credo proprio che tu sia il sette. Ma potrei anche sbagliarmi. Cosa cambia? Anche con te… Cioè… Che ne so. Vorrei saperlo anch’io. Ma cosa centra? E poi… stupido! tu sei un amico. Con te è diverso. E’ sempre stato diverso. Sei come un fratello. A volte mi sembra che siamo… come dire? perversi. Ora lasciami preparare. Non vorrei che arrivasse e ci trovasse ancora qua”.

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