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Archive for 7 Mag 2010

Era un vecchietto piccolo sempre curato, Giuseppe, e sempre col cappello e ancora arzillo. Si sarebbe detto che sarebbe vissuto per sempre. Non lesinava mai un sorriso né un saluto. Lo si trovava all’uscita da messa e spesso a prendere un caffè. Osservava come avesse qualcosa da dire che non riusciva a staccarsi dalle sue labbra.
Gli metteva tristezza e miseria, a Giuseppe, preparare la tavola per uno e questo era normale. Si poteva facilmente capire che cinquant’anni avessero riempito tutte le sue abitudini e che quel silenzio gli fosse insopportabile. Nessuno se lo sarebbe aspettato e meno era facile da comprendere gli cominciassero a mancargli persino i suoi sbalzi d’umore, le sue violente sfuriante spesso ingiustificate e persino le percosse che aveva dovuto subire.
Non avevano avuto figli. Fu una vera sorpresa quando si bruciò nel suo garage sospirando il nome di lei da cui tutti avevano ormai creduto fosse riuscito finalmente a liberarsi scordandosi, nella fretta, di spegnere la televisione.

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