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Archive for 9 maggio 2010

del poi

Fra tali contrade, sul cupo sommessi bagliori inventano,
nella grafica notturna, immortale silenzio,
e dietro l’ombra cupa un cupo muro
d’ombra intonacato a lutto,
lo stratagemma immenso delle ombre, quasi lamenti
come se ogni barbaglio sussurrasse di torbiera
e di se stesso s’ammirasse in diarzo
di cupree irate onde e nella sera, immorale silenzio,
invecchiato in quel lampo d’una estate. Lamenti
sordo rammenta dietro le mura in brontolio roco
gli ululati dei venti, sfrondati
di fra i rami serpeggianti
in scaglie di terra, turbinio di sabbia,
lungo spettri di fumo tendono l’ansia
e toccano quell’immensa, vuota,
analisi di paura. A un tempo
eccitati, come stracci zuppi, si scuotono gli alberi
dal manto delle prime raffiche, gemendo
in inchini forzati e
con belluina ira quel vento
con rasoiate precise degli artigli
squarta l’aria e l’essere
solitario arranca
il ricordo della sua terra;
mentre questa trasuda le memorie dell’estate.

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