Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 20 maggio 2010

Tutto ma proprio tutto, pensava Abele. In fondo perché domandarsi troppo se non aveva mai trovato nessuna risposta. Se quella risposta con tutta probabilità nemmeno c’era. Non amava le parole, era un uomo pratico. A parole è facile cambiare il mondo. Poi esci dalla porta e quel mondo lo devi affrontare. Le ricette non servono; non funzionano. I problemi sono lì, ti aspettano, in agguato. Certo che era nei casini. Con sua moglie le cose non funzionavano, ma benedetta donna non l’avrebbe mai ammesso. Per lei tutto era normale. Anche che non si cercassero più. Se ne era fatta una ragione. Se cercava di parlarle lei si aggrappava ai loro bambini. “Non hanno chiesto loro di essere messi al mondo. Abbiamo delle responsabilità”. Ma forse era stato solo il tempo, fra loro. L’abitudine. Si era lasciata un poco andare. Ai suoi occhi sembrava anche più vecchia di quello che era. Senza parlare delle idee. Ed era ormai convinto che sapesse ma non volesse vedere.
Con Irene le cose continuavano ad andare alla grande. C’era ancora la stessa passione eppure nemmeno con lei era così facile. Voleva essere corteggiata ogni volta. Non accettava di provare semplicemente desiderio. Lo doveva mascherare. Giustificare. Voleva anche il lato romantico. Il sogno. Voleva sentirsi dire che la amava. Che si mentissero su un futuro. Sapevano entrambi che non c’era nessun futuro. Non per loro. Non avevano nessun altro dialogo. Il loro mondo era il letto. Fuori non c’era nient’altro che li accomunasse. Avrebbero litigato anche per dividersi i cassetti. Sul deodorante da bagno. Sul vattaggio delle lampadine. Sul diavolo che non se la portava. Ma a letto funzionava a meraviglia. Non avrebbe mai ammesso che tra loro c’era solo piacere.
Almeno con Giusi trovava una sorta di pace. Era come un suo piccolo rifugio. Capitava che nemmeno lo facessero. Lei non gli chiedeva di più. Accettava il poco che le poteva dare. Era solo una ragazzina ma era così naturale. Tutto per lei era naturale: un cinema, un caffè, una gita in macchina; farlo in macchina o in un alberghetto. Lei era sempre contenta. Gli sorrideva come se gli dovesse sempre un grazie. Era sempre disponibile. Pronta ad imparare. Disposta a tutto quello che lui le chiedeva. Come una discepola davanti al proprio maestro. Mostrava meraviglia. Pensava che quello era il ruolo della donna. Si accontentava di poco e le sembrava moltissimo. Le aveva comprato un abitino e lei lo indossava orgogliosa. Le tette al vento e non erano poche. A farsi guardare. Perché* quel vestito era scollato; molto scollato. E qualcosa in testa le diceva che non poteva metterlo facendo vedere il reggiseno. Non gli dispiaceva che la ammirassero. Non era un tipo geloso. E poi sapeva che lei non aveva che lui.
Frida invece era della sua pasta. Le piaceva stuzzicarlo. Raccontargli. Se aveva altri incontri era il primo a cui li raccontava. Come in una sfida a due. Amava quel tipo di trasgressione. Forse anche il marito sapeva. Non si vedevano ormai più di tanto. Troppo presa dai suoi impegni e dalle sue storie. Ma con l’avvocato era finita. Quando pensava all’avvocato provava della pena per quell’uomo. Sapeva di cosa era capace. Sapeva cosa può fare una donne senza scrupoli, senza remore. Una donne che sa fare all’amore, per questo meravigliosamente, ma che è incapace di amare. Era capace di arrivare avendo già elaborato le sue fantasie. Sapeva interpretare i suoi desideri prima ancora che lui stesso li pensasse. Amava anche il rischio. Una volta aveva voluto che la accompagnasse in uno di quei posati dove ci si scambia. E aveva voluto guardarlo. Una volta aveva voluto fargli vedere come si tratta una donna. Una volta l’aveva provocato e aveva voluto che lui approfittasse in mezzo alla folle, in coda per una prima.
Con Claudia erano solo amici. Lo facevano solo se andava ad entrambi. Ma era una cosa in più. Non necessaria al rapporto. Lavoravano insieme. Parlavano. Sapeva cose di lei che nessun altro sapeva. Anche quando aveva perso la testa per un quasi spiantato. In fondo era quasi un rapporto distaccato. Ginnastica. Un gesto dovuto. Tranne quella sera ma quella sera era una sera particolare. Il marito aveva scoperto un suo tradimento. Minacciava di lasciarla. E avevano un po’ bevuto. Era un compleanno in ufficio, non ricordava più di chi, e in ufficio l’avevano fatto. Senza curarsi di chiudere nemmeno la porta. Proprio per quello era entrato Dario senza saperlo. Era rimasto esterrefatto. Soprattutto imbarazzato. Lei era semplicemente scoppiata a ridere. “Non ti fermare”. Glielo ricordava spesso; non era più successo. Da quel giorno aveva preso in simpatia Dario. Niente di più. Forse lui ne soffriva. Forse era un gioco crudele. Mostrava interesse. Lo lusingava. Alla fine rideva e si defilava. Sfuggiva.
Certo la sua vita stava diventando una vita complicata. Non era bravo negli addio. Il problema era invece inverso: era molto bravo negli incontri; negli inizi. Non fosse stato lui anche con Federica avrebbe già smesso. Era diventato un dovere. A volte doveva pensare ad altro. A volte ad un altra. Doveva usare la fantasia. Per lei l’amore si faceva solo in un modo, a quel modo. Aveva sempre qualcosa da rimproverargli. Perché non le aveva telefonato. Perché non lo sentiva appassionato come una volta. Perché se ne andava via subito come lei fosse una puttana. Perché non le portava più dei fiori. Perché si era dimenticato il compleanno. Era convinto che si mordesse le labbra che che si fosse accorta che per lui diventava sempre più faticoso. Si fermò un attimo a prendere una boccata d’aria. Cercò una scusa per rimandare l’appuntamento con Selvaggia. Stava diventando un maledetto imbroglio. Gli sembrò possibile dire di no. Alla fine decise che in fondo era troppo complicato. Che era più semplice così. Chiamò Petra per avvertirla che avrebbe tardato.

Read Full Post »

Solo uno sguardo dietro la tenda. Forse nemmeno quello. Forse solo un riflesso. La notte che si libera del colore. Ch’è solo notte. E quel silenzio intorno. Così spesso da poterlo toccare. Un cane mugula un desiderio di luna.

pittura con tecnica mista su cartone telato
I segreti della notte: tecnica mista su cartone telato (20.11.2009) 18*24

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: