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Archive for 22 maggio 2010

Per poter essere onesto con se stesso lo doveva pur ammettere: era sempre stato quel che si può chiamare un lettore discontinuo. Magari leggeva con foga per poi avere pause lunghe in cui ne scordava quasi il piacere. Era comunque un lettore, vizio invero non molto comune da trovarsi. In quei giorni stava leggendo una cosa di Gabriel García Márquez. Una cosa minore, non monumentale. Probabilmente, quale amica infida la memoria, una raccolta di brevi racconti. Amava quei colori e quei sapori, tutto gli sembrava magico. Persino i luoghi… persino i nomi, come ad esempio Maria dos Prazeres, sembravano magici; avevano un che di… di esotico e conservavano il fascino di terra lontana. Non aveva mai riflettuto su un fatto preciso: che forse il suo stesso nome, Marco Antonio Rocchigiani detto Toni, poteva avere lo stesso fascino per l’autore che adorava. Le grandi praterie erano certamente meno affascinanti per chi le attraversava trascinandosi dietro la fatica e le mandrie. Così il Sertão per chi ci sputava l’anima e non aveva altro orizzonte che quella terra e quella sabbia. Le sue avventure, se così si potevano chiamare, erano avventure di città. Di strade. Di traffico. Di incontri frettolosi. Raramente qualche puttana. E poi lui era troppo giovane per far parte di quella generazione che si era lasciata fascinare dalla letteratura americana. Nel senso di nord-americana. Non capiva completamente ma forse è vero che il gusto è soggettivo. Ora viveva un nuovo amore: i Wu Ming. Non un infatuazione. Non una passione passeggera. Un vero amore. Forse anche per una affinità ideologica. Comunque non era persona da lasciarsi per troppo tempo a navigare nel mondo della fantasia; almeno fuori dalle sue pagine preferite. Era un uomo pratico. Il cielo era solo una lamiera di zinco. Contò gli spiccioli che gli restavano in tasca; bastavano. Entrò per prendere un caffè. L’uomo che beveva la china aiutava la propria fortuna.

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Senza volere disilludere nessuna ma… se alla nostra bella quei ventisette centimetri sembrano molto più quindici centimetri (misura, questa, ritenuta sotto il limite dell’insufficienza) allora ha un problema…
di vista.

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