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Archive for 23 maggio 2010

I. Come sirene ossessionate,
suono compiuto, le grida del mattino
dei gabbiani (squittio, volo di cera)
che si conficcano nella nubi
suicidi.      Tempo assoluto
–terra, mesi, ansie–
batte fulvo ai polsi,
in saracinesche di sera,
i bimbi portano e gli anelli incastonati
della fantasia      e le catene d’oro.
colmi di se negl’occhi
(credenza onirica e laida l’infanzia)
consumando risa di mattino
mentre il vento sfregia, muta;
passa: il paesaggio.

Strati d’ombra trapassati
da luci infrante      fra antichi gesti
odore forte di pane      il mattino inizia
quando luci ed ombre barattano i loro versi
vecchi di farine ed acqua sorgiva;
come? e quando? Ricordi rispolverano.

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Sfumature

La guardo, ma la guardo bene; attentamente. Proprio una gran bella… mamma. Onestamente mi sembra più adatta a prendere la pillola che a fare la mamma.

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